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sanità

Taglio alle prestazioni e meno letti per due mesi a Empoli e Fucecchio

di Marco Pagli
L’ingresso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli (foto d’archivio)
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L’ingresso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli (foto d’archivio)

Con la riorganizzazione estiva stop agli interventi al San Pietro Igneo e in day-hospital al San Giuseppe. Insorge la Rsu: «Il piano aumenta la criticità già note a causa di un organico ridotto all’osso»

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EMPOLI. A luglio e agosto l'ospedale San Giuseppe subirà la chiusura straordinaria della chirurgia giornaliera, mentre la terapia intensiva e subintensiva perderà dei posti letto. Per tutto agosto, inoltre, verranno sospesi gli interventi di artroprotesi al San Pietro Igneo di Fucecchio. Una riorganizzazione, quella che riguarda i mesi estivi, che si è resa necessaria per organizzare il piano ferie dei lavoratori. Ma che - è questa la preoccupazione della Rsu - «rischia di aggravare ulteriormente le criticità già presenti e ancora non affrontate». Il piano riguarda tutti e 13 i presidi ospedalieri dell'Asl Toscana Centro, tra cui appunto anche quelli di Empoli e Fucecchio.

«È stata prevista una programmazione delle attività di ricovero - si legge nella nota inviata dall'azienda sanitaria - con una riduzione di quelle esclusivamente correlate alla fisiologica diminuzione delle prestazioni programmate, soprattutto di tipo interventistico, che storicamente si manifesta in estate e che interessa principalmente il settore chirurgico e alcune tipologie di degenze come le pediatrie e le terapie intensive. Mentre non subiranno modifiche sostanziali tutte le attività di emergenza e urgenza, area critica, internistica, psichiatria e vengono mantenuti inalterati i percorsi assistenziali e terapeutici per coloro che sono affetti da patologie oncologiche e croniche».

Dunque, Empoli perderà per due mesi il reparto di day surgery, dove vengono effettuati interventi chirurgici, o anche procedure diagnostiche e terapeutiche invasive o semi invasive, in regime di ricovero limitato ad un solo giorno. Mentre a Fucecchio per tutto agosto verranno sospesi gli interventi di artroprotesi. Il San Pietro Igneo rappresenta un centro di eccellenza per la protesica, con pazienti che arrivano da tutta la Toscana e liste di attesa che rimangono lunghe. Sempre ad agosto il San Giuseppe perderà alcuni posti letto in terapia intensiva e subintensiva. I posti in meno sono 7 tra i tre presidi ospedalieri di Empoli, Firenze e Prato. La decisione della direzione sanitaria era attesa, ma non trova l'assenso delle forze sindacali. «Il percorso non è virtuoso - attacca Paolo Prosperi, coordinatore della Rsu aziendale - tutte le criticità che avevamo ravvisato alcuni mesi fa rimangono tutt'ora sul tavolo. Ricordiamoci che all'interno dell'azienda sanitaria è in atto un processo di riorganizzazione, in seguito all'accorpamento. Su questo, però, ancora non sono stati fatti passi avanti. E le chiusure estive non fanno altro che peggiorare la situazione».

Era l'inizio di febbraio scorso - i giorni caldi del trasferimento di chirurgia senologica a Villa Ragionieri - quando le rappresentanze sindacali dell'Asl empolese si riunirono per snocciolare tutti i problemi legati alla riorganizzazione. La mancanza di personale, anche in conseguenza dell'entrata in vigore della legge 161 (che allunga i riposi tra un turno e l'altro), assunzioni che non riescono a soddisfare i bisogni, posti letto in diminuzione e tutta la partita delle cure intermedie e dell'assistenza territoriale che rimangono insufficienti.

«In cinque mesi la situazione è rimasta praticamente la stessa - prosegue Prosperi - nella maggior parte dei reparti si lavora sotto organico: la stima che facemmo a febbraio (mancherebbero 25 infermieri e 6 operatori socio-sanitari per garantire i livelli minimi, ndc) rimane più che valida. D'altronde l'azienda ha assolto solo parzialmente alle esigenze di assunzione. E poi i posti letto. In medicina ne abbiamo 24 in meno e non è un caso se una decina di giorni fa 12 pazienti di medicina siano stati costretti a rivolgersi a chirurgia. Senza contare la mancanza strutturale delle cure intermedie e del territorio. È sotto gli occhi di tutti l'ulteriore aumento del carico di lavoro degli operatori del pronto soccorso. Su questo ci avevano garantito che la ristrutturazione del blocco H avrebbe migliorato la situazione, ma nessuno sa a che punto siano i lavori».

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