Mulino e 60 agricoltori contro la speculazione
CASTELFIORENTINO. Un mulino e sessanta agricoltori contro la speculazione. Uniti da un piano integrato di filiera messo a punto dalla Regione per sostenere questo settore "falcidiato" dai prezzi...
CASTELFIORENTINO. Un mulino e sessanta agricoltori contro la speculazione. Uniti da un piano integrato di filiera messo a punto dalla Regione per sostenere questo settore "falcidiato" dai prezzi bassi che contrassegnano, in questo momento, il mercato del grano.
Il mulino in questione è quello della Newcopan della famiglia Tognetti di Montaione e gli agricoltori sono sia quelli di zona, della Valdelsa, che della Toscana. E che conferiscono il prodotto all'impianto situato sopra Granaiolo, nella località di San Matteo (nel comune di Castelfiorentino).
Uno stabilimento partito l'anno scorso con il marchio "Tutto Toscano".
Che ha visto anche la partecipazione di Unicoop per quanto riguarda la trasformazione della farina con la produzione di pane e pizza.
Un ultimo step che, però, al momento è in stand-by nonostante il fatto che l'impianto Unicoop, costruito accanto al mulino, sia terminato da anni ormai.
Per quanto riguarda il mulino, dopo anni di lavoro sul progetto e otto milioni spesi, ora l'impianto per la macinazione, sia di tipo tradizionale con formato tutto computerizzato che a pietra, è ora a regime. «Il piano integrato di filiera - spiega la famiglia Tognetti - sta dando buoni risultati al momento e siamo soddisfatti dei conferimenti e della qualità».
Al momento il grano viene pagato diciassete euro al quintale e addirittura è arrivato ad essere scambiato fino a sedici euro e mezzo. Vale a dire che, con queste cifre, non si riuscirebbe neppure a coprire i costi di produzione.
«Grazie alla Regione - continuano i Tognetti - agli agricoltori che hanno sottoscritto l'accordo di filiera viene riconosciuto un premio di qualità in più. Questi progetti hanno lo scopo di contrastare la speculazione in atto, dello stesso tipo di quella che, durante la Primavera araba, portò il grano a costare trenta euro al quintale».
Un sostegno, quello assicurato dalla Regione Toscana, che serve a dare più costanza al mercato e più garanzie alle aziende. Tanto che al piano di filiera, tra l'altro, gli agricoltori possono ancora aderire.
Una distorsione della globalizzazione che sta mettendo in ginocchio anche le aziende agricole che fanno parte del progetto di filiera in questione e che producono anche i grani antichi con il supporto di uno studio che ha visto insieme Università di Firenze e Scuola superiore Sant’Anna (contro le ipersensibilità al glutine ).
Alla fine della campagna, al mulino di Granaiolo, con il marchio "Tutto toscano" saranno lavorati centoventimila quintali di grano tra quelli di tipo convenzionali e quelli biologici.
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
