Il Tirreno

Empoli

Muore a 43 anni mentre trasportava medicine sulla A11

Muore a 43 anni mentre trasportava medicine sulla A11

La vittima si chiamava Simone Pazienza e si è schiantato contro un camion cisterna fermo in una piazzola di sosta

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FUCECCHIO. In meno di 90 minuti e in un tratto di pochi chilometri l’autostrada Firenze-Mare diventa un inferno capace di causare in due distinti incidenti un morto, un ferito che versa in condizioni gravissime e un altro che invece se la caverà con la frattura di un piede.

La vittima è Simone Pazienza, 43 anni da compiere il 16 luglio, da poco residente in località Le Querce a Fucecchio dopo che per un lungo periodo aveva abitato a Monsummano. Sposato con Silvia Volpi, farmacista che lavora a Viareggio, Pazienza era alla guida del suo furgone Renault Traffic e stava trasportando medicinali. Era accompagnato da un collega - Simone Nardin, 36 anni, di Massa e Cozzile - che adesso è ricoverato in condizione disperate all’ospedale Cisanello di Pisa.

Sono le 11,10 di un’afosa mattinata di sole e il furgone con a bordo Pazienza e Nardin percorre il chilometro 66 dell’A11 in direzione Firenze-Mare all’altezza della Perini di Mugnano nelle vicinanze del casello di Lucca Est. I due amici devono tornare nel pistoiese per una commissione. Improvvisamente la tragica fatalità. Il padroncino alla guida del furgone tampona una Ford Kia che lo precede ed è condotta da una donna di 43 anni residente a Campi Bisenzio. Sul sedile posteriore ci sono due bambini. L’impatto non è violento e i passeggeri dell’utilitaria restano miracolosamente illesi.

Ma nel tamponamento il conducente del furgone perde il controllo dell’automezzo che finisce per invadere la piazzola di sosta al lato della corsia e si schianta contro un carro cisterna in sosta: un autoarticolato Volvo che trasporta latte. Non ci sono tracce di frenata. Il furgone finisce sotto il rimorchio e rimane letteralmente schiacciato tra le lamiere. Immediati e purtroppo inutili i soccorsi con il conducente del camion cisterna che tramite il cellulare invia il primo sos. I vigili del fuoco giungono in tempo record sul luogo del sinistro ed in pochi minuti, nonostante le palesi difficoltà, riescono ad estrarre i due occupanti del furgone dall’abitacolo ridotto ad un rottame. Ci sono anche i volontari del 118. Ma per Simone Pazienza non ci sono speranze. Il suo cuore ha cessato di battere in concomitanza con il terribile schianto. Risultano disperate le condizioni di Simone Nardin. Una pattuglia della polizia stradale di Montecatini arriva nel tratto interessato al tragico sinistro - rimasto chiuso per oltre mezz’ora in modo da consentire i soccorsi - per effettuare i rilievi di legge. La dinamica pare subito essere chiara tanto che lo stesso magistrato, il sostituto procuratore Lucia Rugani, non dispone il sequestro dei mezzi e incarica il medico legale Stefano Pierotti di eseguire nella giornata odierna l’esame esterno del cadavere del conducente del furgone. Per gli inquirenti non ci sono dubbi. A causare il tragico schianto è stata la vittima del sinistro. Resta da capire se l’incidente mortale è dipeso da una tragica fatalità o da un improvviso malore occorso a Simone Pazienza i cui genitori sono stati rintracciati in tarda serata visto che si trovavano in Kenya.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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