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Castelfiorentino: abitano nella casa... fantasma: famiglia in difficoltà
Diventa un rebus il numero civico e il nome della strada: una storia di burocrazia che sta creando tanti problemi
CASTELFIORENTINO. Credevano di aver coronato il sogno della loro vita con l’acquisto di una nuova casa dove abitare con le loro tre figlie piccole. Ma dopo sei mesi ancora non sono riusciti ad avere la residenza nell’appartamento che non ha ancora un numero civico certo. E qualche difficoltà viene registrata anche sul nome.
Anna Spina e Roberto Clementi non hanno ancora ben capito dove stia l’inghippo. A maggio dello scorso anno hanno comprato un appartamento in via Muscas, a Cambiano, una strada che prima si chiamava via Niccoli e che, dopo la realizzazione di nuovi alloggi, ha cambiato nome. Con l’assistenza di un geometra, hanno presentato la domanda per fare alcune opere di ristrutturazione interna in via Muscas 11, come scritto sul loro contratto di acquisto e come risulta da una visura catastale che hanno allegato agli atti per presentare la domanda all’ufficio tecnico di Castelfiorentino. I lavori sono stati fatti e a fine anno i coniugi, prima il marito il 30dicembre, poi la moglie, il 9 gennaio 2016, si sono presentati per richiedere la residenza. E qui sono iniziate per loro le prime difficoltà. «Dal Comune - dice la coppia - ci hanno spiegato che l’immobile non risultava come residenziale ma solo come un fondo. Dunque abbiamo portato anche la visura catastale».
In seguito la coppia Spina-Clementi ha ricevuto una visita a casa da parte del Comune con un addetto dell’ufficio tecnico. «Ci hanno spiegato che il numero civico doveva essere variato - spiegato i coniugi - da 11 doveva diventare 26. A questo punto abbiamo ripresentato la domanda con la richiesta di residenza ».
Era il 16 aprile scorso. «Credevamo che, a questo punto, le difficoltà iniziali fossero risolte - vanno avanti i coniugi - invece non era così. Perché pochi giorni dopo abbiamo ricevuto una bolletta dell’Enel abbastanza salata: quasi 200 euro per un bimestre rispetto alle 60/70 euro che in genere spendiamo. In pratica ci hanno applicato per tutto il periodo la tariffa da seconda casa perché non abbiamo avuto il riconoscimento della residenza dall’inizio dell’anno quando ci siamo trasferiti». Ora Anna Spina e Roberto Clementi temono di dover pagare aliquote maggiorate anche per altre utenzee imposte. Non solo: «Per la ristrutturazione della nostra casa abbiamo chiesto la detrazione fiscale in via Muscas 11 che però pare non esistere come numero civico». E ancora: «Abbiamo iscritto la figlia più piccola alla scuola materna. Ma anche in quel caso non ho potuto dare una residenza certa. Mentre i bollettini per la mensa delle altre due figlie mi arrivano all’indirizzo dove abitavamo prima e dove ora vive un’altra persona». Non solo: la coppia ha problemi anche con la posta. «Non ci arrivano le notifiche perché qui siamo in via Niccoli 203». Un rebus tra enti da sciogliere e da semplificare per la vita della famiglia Spina-Clementi.
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