Il Tirreno

Empoli

È scontro sul presidente-segretario

Patata bollente per il Pd sul doppio ruolo di Lombardo. E i dubbi spuntano anche all’interno del partito

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CERTALDO. Si preannuncia un consiglio comunale infuocato a Certaldo dopo la mozione di sfiducia presentata in maniera compatta dall'opposizione rivolta al presidente del consiglio comunale, nonché segretario del Pd locale, Giuseppe Lombardo. L'accusa che arriva dall'opposizione riguarda il mancato rispetto di imparzialità e terzietà, facendo riferimento al doppio incarico e alla vicenda spinosa di Palazzo Pretorio. Il Pd ribatte, mettendo in evidenza che non vi sono incompatibilità, ma nel documento firmato di risposta alle opposizioni, manca la firma della consigliera del Partito Democratico, Romina Renzi, agitando così le acque in vista del prossimo consiglio. La discussione legata alla posizione e alla nomina dei Giuseppe Lombardo come presidente del consiglio comunale, dopo già il suo incarico come segretario Pd, era cominciata da tempo, complice anche gli inviti dalla segreteria regionale a fare attenzione su questa scelta, che non intralciava però i regolamenti del Partito democratico. La firma alla mozione di sfiducia porta quella di Altrapolitica, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Un documento durissimo, un attacco frontale che si consumerà in consiglio comunale.

La maggioranza non si scompone, risponde all'attacco, preparandosi al consiglio comunale, avendo dalla sua i numeri e anche i regolamenti che, dal punto di vista del Partito democratico, sarebbero stati rispettati. Un regolamento che, sempre secondo il Pd locale, non va in contrasto anche con quello del consiglio comunale e quindi perfettamente compatibile. Da capire però perché all'interno del documento di risposta firmato dai consiglieri Yuri Furiesi, Denise Latini, Margherita Biotti, Iury Neri, Sara Dogali, Moreno Santini, Eliano Arzilli del Partito democratico e Tiziano Ghelli, consigliere della lista Con Giacomo Cucini per Certaldo, non figuri quello di Romina Renzi, consigliera del Pd. Su questo aspetto è atteso il suo intervento in consiglio comunale per chiarire i contorni di questa decisione che rilancia però ancora una volta i dubbi, anche all'interno dello stesso partito di via Roma, sulla nomina di Lombardo. Inoltre non è caduta nel dimenticatoio ma è più calda che mai la vicenda di Palazzo Pretorio, dove si menziona un edificio storico, in un vortice di polemiche davanti la Corte dei Conti e Procura della Repubblica per lavori di restauro inefficaci da un milione di euro. E questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Giacomo Bertelli

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