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Tra guerra dei moccoli e notabili, sfilano in più di mille
FUCECCHIO. Le contrade continuano a raccontare, non solo a parole ma anche con ricostruzioni del passato. Un'esistenza che aveva il suo fascino, anche se le occasioni erano rare. Ma il giorno del...
FUCECCHIO. Le contrade continuano a raccontare, non solo a parole ma anche con ricostruzioni del passato. Un'esistenza che aveva il suo fascino, anche se le occasioni erano rare. Ma il giorno del Palio era festa grande in paese e nel contado. Querciola ha portato nel corteggio con 1.200 figuranti la festa di S. Giovanni tra sacro e profano. Il sacro è la festa del patrono S. Giovanni battista, con i riti propiziatori: l'acqua del santo, e il fugademonium, lo scaccia diavoli. Il profano è l'iperico essiccato che veniva bruciato. S. Pierino, la chiesa di S. Pietro, l'Arno. La vita della popolazione era legata al lavoro della terra, alla pesca in Arno, e alla chiesa di S. Pietro, poi diventato San Pierino. Reti, nassi, e barchini, simbolo del lavoro venivano portati in corteo.
Massarella, l'altra acqua. L'acqua dei boschi intorno a Massapiscatoria era utilizzata per rifornire le case di Fucecchio, e sono state rinvenute tracce di cisterne adibite alla raccolta di acque per l'attuale fattoria Corsini e nei pressi della torre maggiore. Porta Bernarda, Cambio orefice in domini Bernardi. I notabili sorreggono i registri con i nomi di fucecchiesi tenuti a pagare le imposte, tra cui un certo Cambio orefice. Costui non era registrato con il nome del genitore, ma del lavoro che svolgeva. Botteghe, i mastri bottai. Tra il XII e il XVI secolo, la vinificazione e la conservazione del vino avveniva in botti e tini. E la figura del "mastro bottaio" era fondamentale per la laboriosa scelta dei legni più pregiati, come quercia, castagno e noce.
Samo, il pellegrinaggio religioso come forma di purificazione spirituale. Nell'anno Giubilare straordinario della Misercordia viene sottolineato il pellegrinaggio religioso, l'atto volontario con cui una persona si reca in religiosità di spirito fino a un santuario liberamente scelto o per penitenza da scontare. Cappiano, Compro baratto e vendo. Il mercato è l'anima del borgo antico, e non c'era soltanto la vendita ma anche il baratto di merce e pelli, tra il fracasso delle voci urlanti, e talvolta degli spettacoli ambulanti. Cultura e storia, palcoscenico vero.
Torre, la guerra dei moccoli. Nel 1672, i moccoli erano i reti delle candele accese ogni anno nel periodo di Pasqua, dal mattino alla sera durante la recita dell'uffizio dei morti. Due le bancarelle delle Compagnìe: i Frustati bianchi e Frustati neri. Ferruzza, la chiesa e l'affresco della Madonna ferruccia. Ritrae la conversazione della Madonna in trono col Bambino, affiancata da S. Giovanni Battista e Sant'Antonio abate. In sfilata anche l'immagine "Vera" del dipinto sacro.
Borgonovo, Clarice Orsini in viaggio verso Firenze. E' rievocato il passaggio di colei che è avviata in corteo per recarsi alle proprie nozze con la sua corte di paggi e dame che ne custodiscono la ricca dote. Sposerà Lorenzo il Magnifico. Porta Raimonda, Essere donna a Fucecchio nel 1400. Ha celebrato le sue donne, ricordando la storia di due bimbe nate a Fucecchio da due famiglie di diversa estrazione sociale, una del volgo e l'altra possidente. Destini a confronto. Sant'Andrea, I Della Volta: di scena l'illustre e potente consorteria. Spettacolare la sfilata della nobile contrada, come sempre e più di sempre. Risalta il motto latino "Malo mori quam foedari", meglio morire che essere disonorato. E infine il bel Cencio firmato da Andrea Meini, e intitolato al Giubileo della Misericordia, ha chiuso tra gli applausi il corteggio storico mattutino del 36° palio.
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