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Empoli

«Un esempio al quale ispirarsi»

«Un esempio al quale ispirarsi»

Il sindaco: «Orlandi ci aiuta a credere che la cosa pubblica possa essere amministrata in modo equo»

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EMPOLI. «Bisogna essere molto grati a Rossella Orlandi per il lavoro che svolge quotidianamente. Ritengo che per tutti i giovani debba essere considerata un punto di riferimento, un esempio al quale ispirarsi. E' una di quelle persone che ci aiuta a credere e a pensare che la cosa pubblica possa essere amministrata in modo giusto ed equo». Così il sindaco di Empoli Brenda Barnini ha accolto ieri mattina il rientro del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nella sua città natale, in occasione dell'incontro con gli studenti del liceo Pontormo. Un passato da consigliera comunale nelle fila dei Ds, la signora del Fisco italiano ha mosso i primi passi nell'amministrazione finanziaria nell'Ufficio imposte dirette di Empoli. E' il 1981 quando, Orlandi inizia qui la sua carriera assumendo il ruolo di direttore tributario.

Dopo una lunga parentesi fiorentina, per lei si aprono prima le porte della sede centrale di Roma, dove viene chiamata a ricoprire il ruolo di dirigente generale con funzioni di Direttore centrale aggiunto dell'Accertamento, e poi quelle della direzione centrale Piemonte, di cui assume la guida nel 2011. E' nel giugno del 2014 che l'esecutivo guidato da Matteo Renzi le affida l'incarico che ricopre attualmente. I retroscenisti parlano di nomina di stampo prettamente renziano: il premier si sarebbe battuto per la sua nomina, volendo dare un forte segnale di rinnovamento e osteggiando chi invece caldeggiava il nome di Marco Di Capua per la successione di Attilio Befera. Lady fisco dimostra da subito di non avere timori riverenziali e, a più riprese, critica alcune scelte del governo, come l'innalzamento a 3mila euro della soglia del contante o l'occasione mancata della delega fiscale che non è stata messa a frutto per portare a termine l'annosa questione della riforma del catasto. Sono queste prese di posizione, insieme alla vicenda dei dirigenti dell'Agenzia assunti senza concorso, a portare allo scontro aperti col sottosegretario all'economia Enrico Zanetti che lo scorso ottobre invoca le sue dimissioni senza però essere supportato dal resto della compagine governativa.

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