Il Tirreno

Empoli

Distretto tecnologico al top con 5 milioni di progetti

L’Asev si candida a gestire l’area sulle nanotecnologie a livello regionale, in arrivo a giugno i finanziamenti per sei lavori che verranno portati avanti da aziende dell’Empolese Valdelsa

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EMPOLI. L'Asev mette un piede nel futuro e si candida a gestire uno dei dodici distretti tecnologici regionali. Uno di quelli che sono stati individuati come strategici per lo sviluppo economico toscano. Il perno di questa rivoluzione strategica è il laboratorio di nanotecnologie. Il distretto che l'Agenzia per lo sviluppo si è candidata a gestire è, infatti, quello sui nuovi materiali. E non a caso, verrebbe da dire, visto che nell'ultimo anno e mezzo è riuscita a portare a casa oltre cinque milioni di finanziamento dai bandi regionali ed europei per progetti di ricerca e innovazione quasi esclusivamente legati alle nanotecnologie. La ciliegina sulla torta è il finanziamento di un progetto di cooperazione regionale (nell'ambito del programma Interreg) che punta al trasferimento tecnologico per la crescita e lo sviluppo del sistema delle imprese, con particolare attenzione all'applicazione delle nanotecnologie e dei nuovi materiali al settore manifatturiero. Il progetto si è classificato al quinto posto su 260 domande e ha ricevuto un contributo da 1 milione e 600mila euro.

Il distretto. La candidatura dell'Asev ad ente gestore è di quelle che pesano, vista l'esperienza maturata in questi ultimi anni. E soprattutto vanta la partecipazione di moltissime eccellenze toscane nel mondo della ricerca (dalla Scuola Normale di Pisa al Sant'Anna, fino a tutti e tre gli Atenei toscani) e quasi 100 aziende toscane, di cui molte radicate sul territorio (Colorobbia, Testi e Irplast, solo per citarne alcune). «E' il coronamento di un percorso che portiamo avanti dal 2013 - spiega Tiziano CIni, direttore dell'Asev - e che punta ad agganciare le realtà produttive di questo territorio all'innovazione. Siamo entrati in punta di piedi nel mondo della progettazione sulla ricerca e in pochi anni ci siamo ritagliati un ruolo riconosciuto da tutti». La risposta alla candidatura arriverà ad agosto.

I bandi. I risultati raggiunti parlano da soli. Sugli otto progetti presentati, ben sei saranno finanziati a giugno prossimo. Tre riguardano le grandi imprese (le capofila sono Acque industriali per un progetto di bonifica delle acque, Colorobbia per uno sulla nanomedicina e Var Group per l'area Ict sulle fabbriche intelligienti) e hanno ricevuto un contributo di quasi quattro milioni di euro. Mentre gli altri hanno dimensioni minori e puntano alla fornitura di servizi qualificati alle aziende, all'internazionalizzazione e all'innovazione di determinati processi produttivi. «Le nanotecnologie e i nuovi materiali riguardano quasi tutti questi progetti - spiega Lorenzo Sabatini, responsabile dei progetti per innovazione e ricerca dell'Asev - le applicazioni sono innumerevoli, dall'edilizia sostenibile con la cooperativa L'Avvenire alla ceramica con le Ceramiche Virginia fino alla finitura dei gioielli con Testi».

Le aziende. L'accelerata sul fronte della ricerca legata ai nuovi materiali passa dalla collaborazione di più aziende e di vari soggetti. «Noi, essendo tra i principali produttori di materiali di nuova generazione - dice Laura Niccolai di Colorobbia - siamo stati tra i primi a sostenere l'azione importantissima dell'Asev e gli investimenti sul laboratorio di nanotecnologie». «Per le aziende si tratta di un ruolo fondamentale - conferma Daniele Calugi di Testi - perché permette di avere risorse da investire in ricerca e riesce a mettere in comunicazione aziende ed enti diversi, il che è fonte di sviluppo».

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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