Il Tirreno

Empoli

Lavagna intelligente donata da Etruria alla scuola primaria

Lavagna intelligente donata da Etruria alla scuola primaria

Si scrive Lim ed è l'acronimo di Lavagna interattiva multimediale, ma è anche sinonimo di apprendimento, memorizzazione, studio, confronto, condivisione. In sintesi una Lim in una classe rappresenta...

1 MINUTI DI LETTURA





Si scrive Lim ed è l'acronimo di Lavagna interattiva multimediale, ma è anche sinonimo di apprendimento, memorizzazione, studio, confronto, condivisione. In sintesi una Lim in una classe rappresenta una nuova possibilità per l'apprendimento cooperativo, poiché consente il passaggio da una didattica trasmissiva a una laboratoriale. Ecco perché ieri il sindaco di Empoli Brenda Barnini è voluta essere presente alla cerimonia di consegna dello strumento multimediale di cui si è dotata la primaria di Ponzano.

Con il primo cittadino, erano presenti la direttrice scolastica del Terzo Circolo Didattico Laura Lozzi, i bambini delle due classi 4 A e B insieme alle insegnanti Rossella Dei, Marianna Palumbo e Monia Scarselli. Presente, al gran completo, il personale dell'azienda privata che per volontà dei tre soci (Andrea Taccini, Roberto Billeri e Marco Dani), ha donato la lavagna multimediale alla scuola: si tratta della Etruria Pa di Montelupo Fiorentino, attiva nel mondo dei software e servizi legati alla pubblica amministrazione.

«Le nuove tecnologie sono strumenti di straordinaria utilità, capaci di integrarsi e di supportare le tradizionali metodologie didattiche - ha detto Barnini - ma servono anche ad adeguarsi alla preparazione dei nostri bambini, sempre più abituati alle tecnologie smart e davvero 'nativi digitali'. Dunque la scuola va incontro alle loro esigenze. La LIM ha conquistato un posto importante nelle strategie pedagogiche scolastiche».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera