Venti migranti negli uffici della fabbrica abbandonata
In arrivo altre centinaia di profughi nel circondario, è caccia agli spazi Coeso chiede di utilizzare l'immobile dell'ex azienda di Laterizi a Farfalla
EMPOLI. La prefettura continua a inviare i migranti nell'Empolese Valdelsa. Il flusso non rallenta, anzi. Nei prossimi mesi ne arriveranno altre centinaia. Ma gli spazi non ci sono, anche per la scarsa disponibilità dei privati, piuttosto restii a mettere a disposizione appartamenti che, in molti casi, preferiscono lasciare vuoti prima di metterli a disposizione per questo tipo di operazione. E così le realtà che gestiscono l'accoglienza sono costrette a ingegnarsi per trovare soluzioni alternative.
L'esempio arriva da Coeso, che ha intenzione di ospitare venti migranti negli ex uffici dell'Industria laterizi in località Farfalla, abbandonata da anni, in via Ormicello a Casenuove.
Una vecchia fabbrica di periferia. Che al momento è ben lontana, per condizioni igieniche ma anche per caratteristiche strutturali - dall'essere un locale abitabile.
E al di là dei lavori (e delle difficoltà eventuali sul piano dell'integrazione sociale) c'è da fare i conti anche con un utilizzo diverso - dal punto di vista formale - rispetto alla destinazione prevista dagli strumenti urbanistici.
Alla luce di tutto questo, Coeso (Consorzio per la cooperazione e la solidarietà), ha inviato una richiesta di autorizzazione al Comune di Empoli, prevedendo «la possibilità di accogliere venti migranti di cui al momento non conosciamo né la provenienza né la nazionalità. Restiamo in attesa - si legge nel documento datato 21 aprile - di una vostra urgente risposta considerata l'emergenza profughi in corso».
In realtà la giunta guidata dal sindaco Brenda Barnini ha esaminato la richiesta, ma non ha dato una risposta nel merito, in quanto la gestione dei migranti viaggia sull'asse prefettura-associazioni e soggetti del privato sociale, mentre l'aspetto relativo alla destinazione d'uso dell'immobile è competenza degli uffici.
La giunta - sottolineando che «dal mese di aprile 2016 sono presenti sul territorio comunale 139 profughi (nel box a destra il dettaglio dell’Empolese Valdelsa, ndr)» - ha invece ribadito con una delibera le linee di indirizzo «a tutela della salute e della sicurezza pubblica ed integrazione sociale nel soggiorno temporaneo legato all'emergenza migranti».
In sostanza «gli uffici comunali, nella loro attività di verifica preventiva e controllo delle caratteristiche degli immobili da destinare all'accoglienza dei migranti dovranno fare particolare riferimento al numero di occupanti rapportato alla superficie dell'unità immobiliare; laddove i proprietari degli immobili siano associazioni e/o enti ecclesiastici, l'individuazione di un immobile avente gli adeguati requisiti igienico-sanitari dovrà essere supportato da un progetto di ospitalità che individui figure professionali di supporto e attività tese all'integrazione sociale; dovranno - si legge ancora nella delibera - essere di supporto sia ai privati che alle amministrazioni al fine individuare i requisiti quali-quantitativi con particolare riferimento a quelli igienico-sanitari e del rapporto tra numero degli occupanti e la superficie dell'unità immobiliare anche al fine di individuare strutture straordinarie per l'accoglienza».
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