Il presidio
«Indagate su tutte le piste» Parte la richiesta per il “Cicciaio”
La famiglia di Pierluigi Bellucci e l’associazione Penelope hanno incontrato il viceprefetto: «L’attenzione non deve scendere e non va concentrata solo sull’allontanamento volontario»
LIMITE. Nessuna traccia, nessun indizio, solo un grande vuoto nel quale è piombato da un mese tutta la comunità di Limite sull'Arno. La scomparsa di Pierluigi Bellucci si tinge sempre più di giallo e la famiglia del Cicciaio vuole vederci chiaro. Del 62enne limitese ormai non si sa più niente dalla notte del 18 marzo quando alle 23 dopo aver lasciato la casa del popolo è scomparso nel nulla. Giorni di silenzio e di punti interrogativi ancora irrisolti. Così ieri la famiglia Bellucci, accompagnata dal presidente dell'associazione Penelope Toscana Nicodemo Gentile (che si occupa di persone scomparse) e dall'avvocato Daica Rometta ha incontrato nel pomeriggio il viceprefetto di Firenze la dottoressa Anna Maria Santoro. Un incontro per chiedere ufficialmente alle istituzioni che non scenda l'attenzione sul caso di Pierluigi, che ormai manca da casa da oltre un mese e mezzo. Un lungo e proficuo colloquio nel quale i familiari hanno chiesto che nel portare avanti le indagini non venga esclusa nessuna pista ma che soprattutto non ci si concentri solo sull'allontanamento volontario o sul gesto estremo. Ci sono altri aspetti da approfondire sulla vita di Pierluigi secondo i parenti, in particolare quelli che riguardano i gravi contrasti che il “Cicciaio” come era chiamato in paese, aveva avuto con il mondo dello spaccio. «Vogliamo che l'indagine sia portata avanti a 360 gradi - spiega l'avvocato Nicodemo Gentile presidente di Penelope - e che non venga esclusa nemmeno questa pista visto che Pierluigi nell'ultimo periodo aveva avuto questi contrasti con la criminalità locale dedita allo spaccio degli stupefacenti. Abbiamo avuto questo colloquio con la dottoressa Santoro che ringraziamo come tutte le istituzioni per la grande disponibilità dimostrata. Ci hanno assicurato che le indagini saranno portate avanti scrupolosamente e questa per noi è una rassicurazione importante». La famiglia continua a scartare l'ipotesi dell'allontanamento volontario, viste anche le dinamiche della scomparsa e il fatto che Pierluigi stesse portando avanti diversi progetti per il suo futuro. «La famiglia - prosegue l'avvocato Gentile è molto amareggiata soprattutto per il fatto che non sia arrivata praticamente nessun avvistamento, nessuna segnalazione. Sembra impossibile che in un paese piccolo come Limite sull'Arno nessuno abbia visto niente dato anche che Pierluigi era conosciuto praticamente da tutti». Si cercano dunque testimonianze come già era stato ribadito nel corso della manifestazione di solidarietà andata in scena per le strade di Limite. E si puntano nuove piste, nella speranza finalmente di avere notizie di Pierluigi.
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