Il Tirreno

Empoli

Furto a Ventignano ma dopo 48 ore arrivano due benefattori

Marco Sabia
Da sinistra: Marino Lupi, Ivanio Giannoni, Alessandro Carli. In basso a destra Fabio Fani
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Da sinistra: Marino Lupi, Ivanio Giannoni, Alessandro Carli. In basso a destra Fabio Fani

A Fucecchio razziati gli attrezzi dei venti ragazzi autistici. Poi il piccolo miracolo di nonno e nipote

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FUCECCHIO. C'è un posto - a Fucecchio - dove può succedere che, a nemmeno 48 ore da un furto, arrivi improvvisamente qualcuno e ti regali uno di quegli oggetti che ti hanno appena rubato: siamo alla Casa di Ventignano, più precisamente nello spazio gestito dalla Cooperativa Sinergic@, dove vengono impiegati nel lavoro agricolo circa venti ragazzi autistici, i cosiddetti "ortolani coraggiosi". Perché c'è qualcosa di particolare in questo "esperimento", che riesce a far sbocciare la solidarietà ogni giorno di più: nel 2014, quando un fulmine colpì la struttura, tanti fucecchiesi e non solo decisero di donare piccole o grandi somme per aiutare i ragazzi di Ventignano e - grazie a quei soldi - fu possibile acquistare una casetta in legno che svolge una funzione multiruolo.

La stessa casetta che nella notte fra sabato e domenica è stata visitata da alcuni ladri senza scrupoli che - dopo aver forzato la porta posteriore e rotto la serratura - hanno rubato un decespugliatore a mano, un trinciaerba, un tablet ed una cassetta piena di attrezzi; i ladri, poi, si sono diretti nell'attigua cella frigorifera, dove hanno rubato pure mezzo prosciutto. Gli ortolani coraggiosi quel giorno avevano già deciso di andare in piazza per il primo maggio ma poi hanno desistito, sia perchè c'era da fare la denuncia sia perchè il morale era finito sotto i piedi. C'è da dire, tuttavia, che Fucecchio ha dimostrato più di una volta di avere a cuore questi ragazzi, compresa l'amministrazione che finanziò i lavori post fulmine, così da far ripartire l'attività quotidiana. Ma se dentro le quattro mura del centro i ragazzi vengono seguiti dagli operatori della Asl, poco più quelli della cooperativa gli fanno usare le mani, nel vero senso del termine: appena entrati nella casetta sanno dove e come cambiarsi, prendono gli attrezzi e seguono i due "tutor" Fabio Fani ed Eugenio Marra. Ogni ragazzo fa ciò che può ma è ben consapevole di essere parte di un processo lavorativo il cui fine è la vendita di quei prodotti. A raccontarlo è Marino Lupi, presidente di Autismo Toscana: «Qua cerchiamo di far lavorare i ragazzi e - anche se le loro capacità a volte sono limitate - è tramite il lavoro che loro trovano la dignità e la libertà». E - mentre Lupi parla - arriva la sorpresa: due persone, un nonno ed un nipote, hanno deciso di regalare un decespugliatore nuovo di pacca agli ortolani.

Si tratta di Ivanio Giannoni di Santa Croce sull'Arno e del giovane nipote Alessandro Carli di Fucecchio; a quel punto Lupi si commuove e accetta il regalo, quanto mai gradito visto che sarebbe passato del tempo prima di comprare un nuovo decespugliatore. Giannoni e Carli hanno così spiegato la loro scelta:«All'inizio pensavamo di fare una donazione in denaro ma poi ci siamo detti che potevamo andare direttamente a comprarlo e l'abbiamo fatto. Anche perchè quando succedono certe cose ti va il sangue alla testa».

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