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la polemica

Il Primo maggio negozi aperti in centro a Empoli per... festa

di Marco Sabia
Il Primo maggio negozi aperti in centro a Empoli per... festa

Le catene decidono di lavorare senza rispettare il calendario ma c’è anche chi invita a boicottare gli acquisti in queste attività. Per Lapo Cantini, responsabile  di Confesercenti, è necessario avere una legge più chiara per evitare il Far west attuale 

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EMPOLI. Aperti...per festa. Potrebbe essere questo lo slogan che riassume il Primo maggio nel giro empolese, visto che molte attività - in particolare le catene - terranno aperto, o per metà giornata o per tutto il giorno, scatenando una serie di polemiche. E - visto che qualcuno rimane aperto - la concorrenza si è adeguata, decidendo di mandare i dipendenti a lavorare, invece di lasciarli a casa come è sempre successo, almeno finché non sono entrate in campo le liberalizzazioni sugli orari. In poche parole, per non lasciare campo libero alla catena "avversaria", si decide di non abbassare la saracinesca nemmeno il Primo maggio. Di conseguenza tutti sono andati un po' tutti in ordine sparso, anche se - almeno ad Empoli - il Primo maggio non rientra nel calendario delle aperture domenicali.

A scatenare il dibattito nelle scorse ore è stato l'ex consigliere Pd in consiglio comunale ad Empoli che - con un post su Facebook - ha evidenziato come il negozio Benetton avesse esposto dei cartelli in cui si legge chiaramente che per il primo maggio il negozio sarà aperto dalle 16 alle 20. Ne sono conseguiti molti commenti, alcuni anche sprezzanti: Piero Bartalucci, in sintesi, ha invitato a "boicottare" il negozio in questione. Queste le sue parole sul social network:« A Empoli il Primo maggio, la festa del lavoro, è sempre stato festeggiato con un grande corteo di popolo, organizzato ormai da molti anni dai sindacati Cgil Cisl e Uil, coinvolgendo tutta la popolazione in un abbraccio corale che non è solo commemorativo fine a se stesso ma di impegno e di lotta, sia per migliori condizioni di vita e di lavoro di tutti e lavoratori, che per la difesa della democrazia e la solidarietà tra i popoli. Io non comprerò mai in quel negozio (Benetton - via Ridolfi) e consiglierò amici e parenti di fare altrettanto». Parole che - tuttavia - non sono piaciute al responsabile di Confesercenti Lapo Cantini: «Non abbiamo dato nessuna indicazione particolare ed è chiaro che con le liberalizzazioni ognuno è libero di fare quello che vuole. L'unica cosa che non mi è piaciuta è l'invito di Bartalucci a non andare in quell'attività: io penso che non sia giusto fare certi appelli a "sabotare" l'attività commerciale. Detto questo sarebbe meglio che ci fosse una legge più chiara in merito, perchè sennò si rischia il Far West. L'ideale sarebbe poter programmare le date in partenza ma la legge su questo tema è ferma in parlamento». C'è anche da dire che bar e i ristoranti saranno aperti, come sempre.

Tra la catene, invece, ad Empoli saranno aperte Kiko, Mariannaud e La Gardenia, per indicarne alcune. Oltre a Benetton, come spiegato. Le catene - per dovere di cronaca - sono rimaste aperte anche per la festa della liberazione del 25 aprile. In queste catene lavorano molti dipendenti, i quali hanno ottenuto la solidarietà di chi potrà stare a casa il primo maggio. Si tratta pur sempre di una festa - baluardo, nel senso che - a parte le attività vitali e quelle "turistiche" - tutto rimane chiuso e i lavoratori se ne stanno in famiglia o vanno a fare una breve gita fuori porta. Oltretutto questa volta il Primo maggio cade di domenica, per cui la beffa è doppia. Di solito sulle vetrate dei negozi compare il cartello "chiusi per festività": quest'anno, invece, potrebbe essere trasformato in "aperti per festività". Una festa che nasce dalle proteste ottocentesche degli operai per avere un orario di lavoro certo ma che - a quanto pare - non riflette più la realtà odierna.

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