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Empoli, settimana decisiva per il nuovo stadio Castellani

di David Biuzzi
Empoli, settimana decisiva per il nuovo stadio Castellani

Il nuovo incontro fra la società e il Comune ha dato il via libera per entrare nella fase calda. Entro pochi giorni i progetti esecutivi. Da sciogliere il nodo sul destino della tribuna. Ma i primi lavori saranno per l'atletica

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EMPOLI. Ci siamo. Non alla posa della prima pietra, per quella l’attesa potrebbe essere lunga altri 12 mesi, ma per l’inizio della fase operativa vera e propria. Quella, cioé, che scriverà forse non il primo ma di sicuro un capitolo importante nella vicenda del nuovo stadio, del Carlo Castellani versione 2.0.

Progetti esecutivi. In queste lunghe settimane di silenzio, infatti, il lavoro è proseguito. Ed è culminato, in settimana, in un incontro rapido ma significativo: l’amministratore delegato dell’Empoli, Francesco Ghelfi, è tornato in Comune per illustrare lo stato d’avanzamento, dei progetti, al sindaco Barnini e alla squadra dei tecnici. [[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12821080:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2016/01/22/news/stadio-il-comune-di-si-al-nuovo-castellani-1.12821080]] L’esito è stato positivo. Si può andare avanti. E, come accennato, si entra davvero nella fase calda. «Entro la prima settimana di maggio – conferma lo stesso Ghelfi – dovremo riuscire a definire tutti i progetti operativi. Ovvero quello dello stadio vero e proprio, ma anche il project financing e la richiesta di finanziamento al Credito sportivo». Si può dire che s’inizia a fare sul serio, insomma. Su tutti e tre i fronti strategici della vicenda. A partire dal volto che dovrà avere il nuovo Castellani. Che non sarà molto diverso dal progetto presentato in estate dalla società, ma che presenta ancora un grosso nodo da sciogliere. «Si tratta del destino dell’attuale tribuna – spiega l’amministratore delegato dell’Empoli – perché stiamo riflettendo sul fatto se intervenire sulla struttura esistente o se buttarla giù a costruirla ex novo. L’idea di un impianto completamente rifetto, con eccezione della Maratona, è intrigante. Ma dobbiamo finire di valutare i costi del piano A e del piano B. Poi decideremo. Ormai, però, siamo agli sgoccioli. Definiremo la questione in una settimana, non più di dieci giorni».

Sponsor e soldi. Il project financing, invece, è l’aspetto che riguarda i partner che avranno poi a disposizione gli spazi commerciali della nuova struttura (che potrebbero anche essere più del previsto se la tribuna sarà tutta nuova). In estate di nomi ne sono stati spesi, ma ora Ghelfi preferisce la prudenza. «Stiamo parlando con alcune aziende – dice – la manifestazioni di interesse non mancano e siamo sicuri che in questo percorso non saremo da soli. Posso dirvi solo questo». Al Credito sportivo, in ogni caso, sarà richiesto il 100% dell’importo. Che, ovviamente, varierà a seconda del progetto scelto. L’ipotesi, comunque, è di non discostarsi troppo dai 15 milioni ipotizzati per il pacchetto completo, ovvero anche l’impegno, dell’Empoli, del nuovo impianto di atletica per la città.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.13386236:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13386236:1652264741/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

I tempi. Terminato il periodo dei progetti, poi, arriverà quello della burocrazia. Con tutto il dossier che finirà all’esame del Comune e del consiglio. Ecco perché, come accenato all’inizio, nella migliore delle possibilità la vera prima pietra del nuovo Castellani sarà posta nella primavera del 2018. Ad ogni modo i primi lavori per lo stadio potrebbero iniziare... lontano dallo stadio. Si tratta, infatti, del nuovo impianto per l’atletica (pista, tribuna e quant’altro) che dovrebbe sorgere nella zona di Santa Maria. «Aspettiamo solo la disponibilità dei terreni – sottolinea il dirigente azzurro – per quanto ci riguarda siamo pronti a partire già da domani. È chiaro che la pista d’atletica sarà la prima cosa da fare perché vogliamo limitare i disagi a tutti. Speriamo che non ci siano difficoltà di natura burocratica per i terreni, altrimenti ci potrebbero essere anche dei ritardi indipendenti dalle nostre volontà».

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