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la sentenza

Striscioni offensivi durante Inter-Empoli, il Tar cancella tre Daspo

Palacio in azione durante Inter-Empoli del 31 maggio 2015
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Palacio in azione durante Inter-Empoli del 31 maggio 2015

Le scritte anti-Lotito erano state esposte durante la partita al Meazza, il tribunale: "Non è incitamento alla violenza". Ministero condannato a pagare le spese legali

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EMPOLI. Avevano esposto uno striscione anti-Lotito durante la partita giocata a San Siro contro l'Empoli. E per questo erano stati puniti dalla questura con il Daspo. Ma ora il Tar ha annullato il divieto di accedere alle manifestazioni sportive a tre tifosi dell'Inter, perché "il contenuto non può essere ricondotto ad alcuna forma di incitamento, inneggiamento o induzione alla violenza".

La partita in questione è quella del 31 maggio 2015 (ultima giornata del campionato scorso), finita 4-3 per l'Inter. I tre tifosi nerazzurri erano stati raggiunti dal Daspo (di un anno), perché in occasione della gara al Meazza, avevano «partecipato, insieme ad altri tifosi interisti, alla sistemazione, tra gli spalti del secondo anello verde dello stadio, di tre striscioni di grosse dimensioni, recanti le parole "Mentre con le tessere e assurdità reprimete gli ultras e la loro passione, permettete ad un... come Lotito di mettere le mani sul mondo del pallone: Stato italiano banda di buffoni patentati"». Secondo la questura, «la condotta degli interessati, risulta inequivocabilmente idonea a cagionare turbamento per il regolare svolgimento della manifestazione sportiva" e pertanto sarebbero da ritenersi pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica». Ma il tribunale amministrativo non è d'accordo: «L'esposizione dello striscione in questione, pur esprimendo sentimenti di aspra critica, anche attraverso espressioni offensive (e in disparte ogni ulteriore considerazione sull'idoneità di tale condotta a configurare altre ipotesi di violazioni di carattere amministrativo e/o penale), non può tuttavia essere ricondotta ad alcuna forma di incitamento, inneggiamento o induzione alla violenza". Il Tar dunque accoglie il ricorso dei tre tifosi e condanna il Ministero a pagare le spese legali, per un totale di 1000 euro. 

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