Italia
Arsenico, siringhe e rifiuti nei parchi di Empoli rifugio di disperati
Viaggio nella città dimenticata, spunta anche un cartello di protesta per il fosso inquinato: «Nessuna bonifica, è uno scempio: vergogna»
EMPOLI. Decine di siringhe in un cassettone abbandonato nel parco, dove scorre acqua di un inquietante color arancio. Un angolo di un giardino pubblico trasformato in rifugio per disperati; un altro cumulo di siringhe a due passi da un parcheggio e da una scuola superiore. Piccole-grandi culle (tutt’altro che nascoste) di degrado, nel cuore della città. Angoli dimenticati, dove l’incuria va a braccetto con i rischi per la salute, di grandi e piccini, senza alcuna distinzione. “Cartoline” che devono essere cancellate. Come quelle che arrivano dal parco di Ponzano. Dove nel fosso che lo attraversa scorre acqua all’arsenico. Proprio un mese fa è stata rivelata anche un'alta concentrazione di ferro, valori oltre misura anche di rame e zinco. Tutta colpa dell’ex Montevivo, una “bomba ecologica” che un tempo produceva additivi per concimi chimici per l'agricoltura e che oggi riversa i suoi veleni nel fosso. Arpat ha avvisato Asl e Comune, chiedendo di intimare alla società la messa in sicurezza del sito. Ma quattro settimane dopo l’acqua è ancora arancione e nel parco ci sono due cartelli. Uno è di denuncia: «Vergogna! Ma chi deve provvedere a bonificare questo scempio presente da oltre un mese?». L’altro è del Comune di Empoli e mette in guardia i frequentatori del parco, vietando «di far bagnare e abbeverare animali domestici». Ma non basta l’acqua avvelenata. Lo stesso parco “custodisce” un’altra vergogna, con decine di siringhe in un cassettone abbandonato in mezzo al verde.
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