Animali da città capriolo investito vicino al centro
Lo schianto è avvenuto in via dei Cappuccini Soccorso dai veterinari, è morto poco dopo
EMPOLI. Stava percorrendo via dei Capuccini in auto, quando all'improvviso ha visto sbucare dal bordo della strada un animale. Ha provato ad evitarlo ma non ci è riuscito e lo schianto è stato tremendo. Così ieri, un uomo , un agente dell'istituto di vigilanza Lince a bordo della sua macchina di servizio ha investito un capriolo in pieno centro abitato. Erano circa le 10 e l'agente ha visto arrivare l'animale a tutta velocità all'interno della carreggiata. Quando ha premuto il pedale del freno però era ormai troppo tardi e l'impatto è stato inevitabile. Uno schianto violento con il corpo dell'animale che ha addirittura sfondato il parabrezza dell'auto. Il capriolo, un giovane esemplare maschio, è stato subito soccorso dai veterinari dell'ex Asl 11, ma è morto poco dopo nell'ambulatorio di via dei Cappuccini a causa delle ferite riportate. «L'ho visto sbucare all'improvviso, non ho neanche avuto il tempo di capire che cosa stava accadendo», ha raccontato l'uomo alla pattuglia della polizia municipale dell'Unione, arrivata sul posto per effettuare i rilievi. L'investimento di ieri non è certo un episodio isolato. Negli ultimi 4 mesi è stato un susseguirsi di avvistamenti e incidenti che hanno visto coinvolti degli ungulati.
Insomma ormai sembra diventata la normale routine giornaliere fare due passi a piedi e ritrovarsi faccia a faccia con un cinghiale o un capriolo. Tanto che si inizia a parlare di vera e propria emergenza ungulati anche a Empoli. A dicembre un cinghiale aveva fatto visita al giardino di un asilo a Ponzano creando scompiglio in tutta la frazione. Nei giorni scorsi invece due episodi ravvicinati. Il primo in Fi- Pi - Li dove un auto ha investito un cervo nel tratto tra Montelupo e Ginestra in direzione Firenze. Il secondo a Empoli in via Raffaello Sanzio dove un capriolo è stato investito da un auto pirata che è fuggita senza lasciare tracce. Anche in questo caso l'animale è morto poco dopo l'impatto. Ormai gli incontri con gli ungulati sono all'ordine del giorno anche a Empoli dove mai si erano verificate intrusione del genere così vicino ai centri abitati. Secondo la Forestale i motivi di queste viste inconsuete sono principalmente due. «Il primo - spiegano - è l'incuria delle campagne. Anche nelle zone intorno ad Empoli molti campi sono stati abbandonati e lasciati all'incuria. Non ci sono più i contadini e l'assenza dell'uomo permette agli ungulati di avvicinarsi sempre di più ai centri abitati. L'altro fattore è la proliferazione delle varie specie, con la diminuzione della caccia infatti il numero degli animali è aumentato sensibilmente e gioco forza c'è uno spostamento verso l'abitato alla ricerca di scorte di cibo». Per arginare il problema lo scorso febbraio è stata approvata dal consiglio regionale toscano la cosiddetta legge Remaschi che prevede un piano triennale straordinario di abbattimenti. Secondo questa nuova norma sarà possibile cacciare ungulati, in alcune zone, per tutto l'anno per diminuire la presenza degli ungulati che è stimata 4 volte superiore alla norma. Una legge che però non convince gli animalisti. «Abbiamo saputo dell'incidente di Empoli - spiega Camilla Lattanzi animatrice della campagna Toscana Rosso Sangue che si oppone alla scelta presa dalla regione Toscana. Sono fenomeni che si verificano con maggiore frequenza ma non è l'abbattimento la strada giusta per arginare la situazione. Anzi è scientificamente dimostrato che gli abbattimenti, aumentano la proliferazione. Esistono altre soluzioni più efficaci come abbassare i limiti di velocità in alcune strade oppure installare degli allarmi che segnalano la presenza di animali vaganti sulla carreggiata. In molte zone del nord est esistono già non vedo perché non debbano essere adottate queste misure anche qui in Toscana. La gente deve capire che questi animali non sono un problema ma una risorsa e soprattutto non si deve aver timore di loro».
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