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Empoli

Discarica abusiva a Turbone decisa la bonifica dell’area

Marco Pagli
La discarica abusiva come era alcuni anni fa
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La discarica abusiva come era alcuni anni fa

Vicino a Montelupo, lungo il torrente depositati resti di terrecotte, ceramiche e gessi. Dopo un primo intervento, ora ci sono stati nuovi crolli per le piogge

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MONTELUPO. L'amministrazione comunale sarà costretta ad intervenire nuovamente sulla discarica abusiva lungo il torrente Turbone. L'intervento di messa in sicurezza del sito, utilizzato abusivamente fino alla metà degli anni '70 da aziende del settore della ceramica - i materiali che si trovano depositati sono prevalentemente resti di terrecotte, ceramiche, gesso, vetro e materie prime usate per la loro produzione - costerà poco meno di 130mila euro (si tratta di 125.820 euro, di cui 14.530 per lavori e 11.290 per oneri della sicurezza). Risorse che provengono dalla Regione e che verranno messe a bando. Secondo le stime dell'amministrazione i lavori dovrebbero partire entro sei mesi, quindi all'inizio del prossimo autunno.

La prima opera di messa in sicurezza, tra l'altro fatta d'urgenza, risale al 2006 con un importo di 54mila euro. In quell'occasione venne rinforzata la sponda con massi di una o due tonnellate e creata una protezione antierosiva. Inoltre, la base di appoggio dei rifiuti venne isolata attraverso l'impermeabilizzazione dal terreno sottostante, mentre i rifiuti sono stati coperti con teli impermeabili e uno strato di terreno per evitare l'infiltrazione delle acque piovane. Adesso, anche a causa degli eventi alluvionali avvenuti nel febbraio del 2014 che hanno prodotto dei crolli dei massi posti a difesa della sponda, è arrivata la decisione di un altro intervento strutturale che include anche una bonifica dell'area. «Il primo intervento che venne effettuato garantiva una messa in sicurezza a tempo di ritorno ventennale - spiega Lorenzo Nesi, vicesindaco di Montelupo con delega all'ambiente - tuttavia le autorità hanno ritenuto necessario ampliare la protezione e dare una garanzia 200ennale. Contestualmente verranno risolti i danni provocati dalle piogge di due anni fa e sarà fatta una bonifica dell'area». Il sito è monitorato ormai da anni con dei rilevatori che segnalano gli eventuali sversamenti di sostanze inquinanti. Tuttavia, trattandosi di una discarica di materiali utilizzati nelle produzioni industriali e artigianali, i rischi esistono. «Purtroppo negli anni il deposito abusivo di questo materiali ha rilasciato sostanze nell'ambiente - continua Nesi - anche se non ci sono stati rilevamenti tali da mettere in pericolo pozzi, falde e terreni circostanti. Anche con l'intervento che verrà messo a bando a breve non credo che potremo arrivare ad una rimozione dei rifiuti abbandonati, ma il progetto garantisce una bonifica sufficiente della zona». Il volume totale della discarica stimato risulta di circa 6.850 metri cubi. Una massa non certo trascurabile, per di più inserita in un'area agricola classificata come soggetta a vincolo idrogeologico. Peraltro il sito ha una pericolosità idraulica e geomorfologica moderata.

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