Un piano per salvare Marea con un’edizione low-cost
Polemiche a Fucecchio dopo le dimissioni in blocco del comitato organizzatore Il Comune lavora per non far scomparire il festival, la decisione entro poche ore
FUCECCHIO. Le dimissioni in blocco del comitato Marea hanno avuto il potere di smuovere il dibattito a Fucecchio: un fulmine a ciel sereno, a così poche settimane dal presunto via del festival, era in effetti difficilmente pronosticabile.
Ma il popolo di Marea, gli appassionati della kermesse che l'anno scorso ha compiuto vent'anni, non ci stanno a dire addio a quello che - per loro - era un fondamentale punto di riferimento. Si tratta pur sempre della seconda manifestazione cittadina dopo il Palio, che con quest'ultima viene spesso messa a confronto, specie quando si parla dei contributi che il Comune eroga per sostenerle entrambe: Marea l'anno scorso ha ottenuto 50.000 euro "tutto compreso", nel senso che con quei soldi il comitato avrebbe dovuto pagare anche le utenze e non solo la parte artistica; il festival ha concluso con un attivo di circa 1500 euro ma è anche vero che su una spesa di circa 66.000 euro 50.000 li ha messi il Comune.
Va da sé che, senza il contributo comunale, Marea non potrebbe esistere, se non con remunerativi sponsor difficili da rintracciare in tempo di crisi e tagli su tutto. Il Palio, invece, si "becca" 32.000 euro, a cui lo scorso anno se ne sono aggiunti altri 20.000 per alcune spese straordinarie, poi resi indietro nelle settimane scorse dal cda all'amministrazione. A queste spese si devono aggiungere anche quelle di gestione. Dal punto di vista dell'aggregazione il Palio la fa da padrone in città, anche perché va a toccare gli aspetti più viscerali della popolazione che si divide in dodici popoli l'uno contro l'altro; Marea è, invece, più conosciuta all'esterno, perché è apprezzata nel settore dei festival, avendo anche portato nella buca d'Andrea - quando le risorse lo permettevano - artisti di grosso calibro come Francesco De Gregori, Elio e le storie tese ed Enzo Jannacci. Il possibile "fallimento" di Marea sta facendo decisamente discutere, sia in paese che sui social network, con la classica divisione fra nostalgici e quelli che vogliono guardare avanti.
Il Comune sta lavorando in silenzio e l'idea è quella di provare a trovare un modo per risollevare il festival e non fargli chiudere i battenti. Sul come ancora non vi è condivisione di vedute ma nei prossimi giorni - forse già oggi - l'amministrazione potrebbe lanciare un piano per salvare il ventennale festival, magari proponendone una versione ridotta e dai costi più contenuti. Una sorta di "mini-Marea", in poche parole. Dalle parole dei dimissionari è emersa la poca partecipazione da parte di volontari ed associazioni, più che l'impatto dei tagli che il Comune fa alle manifestazioni. Quindi sbrogliare questa matassa sarà molto complicato, considerato che il tempo vola e mancano (o mancherebbero) meno di tre mesi alla data di solito scelta per Marea, tra fine giugno ed inizio luglio.
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