Flop di visitatori alla villa medicea patrimonio Unesco
Le presenze al complesso sono calate di diecimila unità I motivi? Scarsa segnaletica e nessun sito internet dedicato
CERRETO GUIDI. Diecimila visitatori in meno alla villa medicea di Cerreto Guidi nel giro di un anno: il dato parla da solo, visto che dalle 34.621 presenze del 2014 si è passati alle 24.697 dell'anno appena concluso, con un perdita di 9.924 visitatori in dodici mesi. Si tratta del 28% in meno, per un complesso museale che dal giugno 2013 è stato insignito del prestigioso riconoscimento dell'Unesco, che ha inserito la villa di Cerreto fra i patrimoni dell'umanità. Tuttavia, sebbene dal 2013 al 2014 ci sia stato un sostanzioso aumento delle presenze (da 25.267 a 34.621), probabilmente legato proprio alla curiosità destata dal riconoscimento, il 2015 non ha purtroppo confermato il trend positivo e ha riportato la villa ai dati del 2013. Va detto che negli ultimi cinque anni la struttura ha visto quasi sempre una crescita delle presenze: nel 2010 erano 18.257, nel 2011 si erano abbassate a 15.044 per poi risalire l'anno dopo a 18.935 nel 2012. Poi si arriva ai dati 2013, 2014 e 2015 prima elencati, col "tonfo" dell'ultima annata. Ma perché la villa ha perso così tanti visitatori? Ad oggi la struttura fa parte del Polo museale regionale mentre fino all'anno scorso era di competenza del Polo museale fiorentino, quello degli Uffizi per intendersi. I dati ci sono stati comunicati dagli uffici del Comune, che li aveva chiesti da molte settimane al Polo museale toscano (o regionale); i nostri tentativi, per averli, infatti si sono infranti contro un muro di gomma fatto di burocrazia e autorizzazioni che non hanno portato all'ottenimento dei dati stessi. Chiaramente non si può imputare a chi gestisce la villa da nemmeno un anno le cause di questo "tracollo": va anche detto, dall'altra parte, che solo gli addetti ai lavori sanno che la villa è patrimonio dell'Unesco. Questo perché non ci sono cartelli a ricordarlo, né la giusta segnaletica; alla base della scalinata che porta alla villa c'è una targa in tre lingue (italiano, inglese e francese) ma è veramente piccola ed è apprezzabile soltanto se ci si avvicina di parecchio.
E per chi vuol informarsi prima su internet c'è un'amara sorpresa: se si digita "Villa Medicea Cerreto Guidi" il primo risultato porta su Wikipedia, il secondo sul sito degli Uffizi è il terzo addirittura su tripadvisor. Non c'è - ad oggi - un sito specifico dedicato alla villa, che dovrebbe essere realizzato nel prossimo futuro, almeno a quanto dice il sindaco di Cerreto Guidi Simona Rossetti:«La Villa è molto importante per Cerreto Guidi. Rappresenta il palazzo amato intanto dai cerretesi e poi da tutti coloro che vogliono percorrere i centri d'arte dove abbia lasciato traccia la famiglia Medici. E'stato avviato un percorso condiviso con la Soprintendenza sia per concordare degli eventi sia per far soggiornare sempre più i visitatori nel nostro territorio. Si sta, inoltre, lavorando con la nuova direttrice della Villa Cristina Gnoni Mavarelli perché possa partire in tempi rapidi il percorso del sito seriale "Villa dei Medici". Frattanto stiamo partecipando a tutte le riunioni indette dalla Regione per progettare sia la cartellonistica sia i percorsi da condividere con le altre ville». Il Comune non è proprietario dell'immobile però è chiaro che un maggiore afflusso di persone alla villa farebbe del bene a tutto il territorio cerretese. E invece molti fanno tappa a Cerreto soltanto per dormirci o mangiarci, con l'intenzione di visitare le bellezze del pisano e del fiorentino, visto che Cerreto vi sta proprio nel mezzo. Il destino della villa è stato anche al centro del dibattito politico locale, col consigliere d'opposizione Simone Barontini che aveva sottolineato come non ci fossero indicazioni per la villa. L'altro consigliere Maurizio Bruni, invece, aveva proposto un consiglio comunale straordinario sul tema ma la proposta è stata bocciata. Ad oggi - con questi dati in mano - la villa patrimonio dell'Unesco rimane una risorsa dalle (importantissime) capacità non sfruttate.
Marco Sabia
Chiara Capezzuoli
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