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Empoli

La guerra delle rette apre un “buco” da 1,5 milioni nelle casse dell’Unione

di Marco Pagli
La guerra delle rette apre un “buco” da 1,5 milioni nelle casse dell’Unione

Via dal calcolo Isee tutte le prestazioni assistenziali fornite a disabili e anziani non autosufficienti Certificazione da rifare per 600 famiglie che però sborseranno meno per centri diurni e Rsa

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EMPOLI. La guerra legale tra governo e associazioni dei disabili sull'applicazione del nuovo Isee a disabili e anziani non autosufficienti ospitati in strutture residenziali rischia di provocare un buco da un milione e mezzo di euro sul territorio. Una bomba in grado di far saltare il banco per l'Unione dei Comuni (che gestisce i servizi sociali in funzione associata) e di inceppare la gestione delegata a Società della salute e Asl per i servizi assistenziali. Pochi giorni fa è stata depositata la sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto eliminato dal computo ai fini Isee tutte le prestazioni assistenziali fornite appunto a disabili gravi e anziani non autosufficienti.

Ciò, se da una parte annulla tutte le autocertificazioni compilate dall'inizio di gennaio ad oggi, dall'altra secondo le prime stime provocherà un aggravio dei costi per le amministrazioni pubbliche di una quota tra il 40% e il 50% sulla spesa per l'assistenza continuativa in strutture come residenze sanitarie assistenziali e centri notturni per disabili.

La cifra per l'assistenza socio sanitaria messa a bilancio finora dall'Unione, che ha delegato come accennato il servizio ad Asl e Società della salute, si aggira intorno ai 3 milioni di euro. E di conseguenza la maggiorazione di spesa sarà di 1,5 milioni di euro. Il provvedimento riguarda sul territorio poco meno di 600 persone. Di questi circa 500 sono anziani non autosufficienti ospitati nelle Rsa sotto le società della salute di Empoli e del Valdarno e una cinquantina le persone con grave disabilità che vengono assistite nei centri notturni della zona. Per loro l'esonero della prestazioni assistenziali (come assegni di cura, indennità di accompagnamento o pensioni) dai conteggi ai fini del nuovo Isee produrranno un abbassamento delle soglie e quindi una minore compartecipazione alle spese o addirittura una esenzione totale.

«Finora per questi servizi era prevista una compartecipazione alle spese sulla base della capacità reddituale rilevata dai servizi sociali - spiega Nedo Mennuti, responsabile della Società della salute di Empoli ed ex responsabile della rete territoriale dell'Asl 11 - con l'introduzione del nuovo Isee, invece, la compartecipazione delle persone in condizione di grave disabilità o di non autosufficienza è stata legata all'indicatore della situazione economica. Ciò, però, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato provocherà un aggravio dei costi per le amministrazioni pubbliche. Dalle stime che abbiamo condotto questo sarebbe di circa il 50% rispetto alla spesa per i servizi assistenziali, che si aggira sui tre milioni di euro. Per quest'anno, vista la partita legale in atto, avevamo già provveduto ad accantonare alcune risorse per coprire un eventuale buco. Tuttavia, il problema esiste ed è notevole».

Per capire l'impatto basta considerare che lo stanziamento complessivo dell'Unione dei Comuni per i servizi sociali è di 6,7 milioni di euro, di cui poco meno della metà come detto è destinato alla copertura delle rette per disabili e anziani con bassa capacità reddituale. L'aumento dei costi, dunque, ammonterebbe a più del 20% del totale. Una quota che difficilmente gli enti locali saranno in grado di trovare senza un intervento da parte di governo e Regione.

In questi giorni, quindi, Società della salute e Comuni stanno cercando di capire come risolvere il problema. Giovedì scorso c'è stato un incontro a livello regionale tra soggetti sanitari e l'Anci, a cui a breve seguirà un assemblea con i referenti territoriali. «La sentenza, ovviamente, va rispettata e quindi i soldi dovranno essere trovati altrove - continua Mennuti - ma c'è anche un'altra partita che riguarda le autocertificazioni Isee che le famiglie hanno compilato in queste settimane e che evidentemente non sono più valide. Per cui dovranno essere rifatte. Ciò però non è possibile nel giro di pochi giorni, cioè di qui alla fine del mese quando la nuova normativa sull'Isee entrerà in vigore. Attendiamo, quindi, delle risposte da parte del governo e della Regione per capire, nel frattempo, come muoverci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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