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Sindaco si sveglia con i ladri quasi in casa
A Cerreto Guidi Simona Rossetti presa di mira da una banda che ha rubato un’auto nuova nell’officina del marito
CERRETO GUIDI. Una brutta esperienza quella di cui è stata protagonista il sindaco di Cerreto Guidi, Simona Rossetti. Si è svegliata nel mezzo della notte perché i ladri erano entrati accanto alla sua abitazione, a Stabbia, nell’officina del marito. La banda è riuscita a portare via un’auto nuova, una Fiat 500 che era all’interno. Un danno rilevante. Sgomenta il sindaco ha raccontato la sua disavventura con un post su Facebook. «Svegliarsi alle 3,30 della notte perché si sentono strani rumori e uscire vedendo chi scappa correndo, chi guidando una macchina nuova rubata dopo aver scassinato ben bene cancelli, porte, vetrine. Spavento, delusione, amarezza».
Il sindaco aveva già subito un altro furto. «Avevamo già dato qualche anno fa, hanno già dato in molti. Bene, siccome sono sempre stata disponibile al confronto e all’ascolto, mi piacerebbe tanto ascoltare voi che siete scappati. Tutti i giorni ascolto persone che hanno problemi di lavoro, di salute, personali o familiari. E’ giustificabile rubare perché non si ha un lavoro? No, cari, si cercano altre vie, legittime, si chiede aiuto alle istituzioni, alle associazioni, agli amici, alla famiglia!»
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«C’è una parolina che si chiama “impegno” e che sembra essere passata di moda - aggiunge - Si, sapete, c’è chi tiene aperta un’officina per dieci ore al giorno e come tanta altra gente si sporca le mani lavorando. E’ giusto essere vulnerabili come persone, cittadini, istituzioni? Penso proprio di no, e pensavo così un anno fa quando ho scritto al prefetto, pensavo la stessa cosa un mese fa quando ho riscritto al prefetto chiedendo collaborazione e aiuto a nome di una comunità. Le misure da attivare sono tante ma ce la possiamo fare».
«No, cari, non cambierò i miei valori per voi - spiega ancora - non lascerò alla rabbia lo spazio per travolgere la convinzione che si possa convivere pacificamente, anzi, affermerò con più forza di prima che questa non è la strada giusta: con le istituzioni si collabora, tra persone ci si parla, e la protezione si cerca con l’educazione e con la legge. Si, perché questi “piccoli reati” dovranno essere considerati “reati” prima o poi, altrimenti l’impunità trionfa. La normativa dovrà sostenere sempre la legalità e la giustizia sociale e collettiva».E conclude: «Ringrazio sentitamente le forze dell’ordine che sono subito accorse e che si impegnano quotidianamente».
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