Arrivano le denunce per la palestra fantasma
Nei guai i titolari che avevano venduto gli abbonamenti senza aprire l’attività Centinaia i clienti in rivolta, l’azione legale portata avanti da un comitato
VINCI. Incassavano le quote di iscrizioni a una palestra di Vinci che non ha mai aperto, fatta eccezione per qualche breve periodo (e comunque senza autorizzazioni). Per questo motivo i titolari sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di via Tripoli per truffa in concorso: si sarebbero fatti consegnare - in media - circa 290 euro da ognuno dei raggirati, una parte dei quali (sessantacinque) hanno poi costituito in comitato.
La vicenda era esplosa a gennaio 2015 quando, dopo la pausa natalizia, la palestra Thilgon (che aveva avviato l’attività il 9 novembre per interromperla il 23 dicembre) rimase chiusa.
I due titolari, una milanese di 44 anni e un empolese di trentadue, cercarono di tranquillizzare i clienti (che nel frattempo avevano sottoscritto abbonamenti a prezzi molto vantaggiosi), spiegando che il ritardo era dovuto a problemi tecnici legati alla ristrutturazione dell’edificio di via Leonardo da Vinci. E, dopo una prima serie di rinvii, fu anche affisso uno striscione al cancello della palestra per annunciare la riaperta tra il 9 e il 16 febbraio 2015.
Ma dopo pochi giorni arrivò la doccia fredda, con le dichiarazioni della dirigente del Comune, Claudia Peruzzi, rilasciate proprio al nostro giornale: «La Thilgon ha presentato una Scia per i lavori ma non per l’inizio dell’attività». Di fatto si trattava di una palestra “fantasma”. E nel frattempo in duecento, provenienti da varie zone dell’Empolese, si radunarono al circolo Arci Cascine per valutare un’azione legale con l’obiettivo di riavere indietro i soldi versati per un’attività che di fatto non potevano svolgere. Si costituì un comitato, assistito dagli avvocati Valentina Bertini e Francesco Marzocchini. Alcuni decisero di muovere autonomamente i propri passi dal punto di vista legale, altri invece si tirarono indietro, considerando ormai persi i soldi versati. Altri 65 invece dettero l’ok alla denuncia collettiva (dopo l’ennesimo ultimatum ai titolari caduto nel vuoto): il 30 marzo scattò la querela, un’azione legale finanziata grazie a una colletta (dieci euro a persona) da tutti coloro che avevano aderito al comitato. I carabinieri in tutti questi mesi hanno lavorato per fare luce sulla vicenda. Hanno raccolto una serie di testimonianze e acquisito ulteriori documenti (dagli abbonamenti sottoscritti dai clienti fino alla situazione dell’immobile). E, dopo quasi un anno di indagini hanno denunciato i due per truffa in concorso. Nel frattempo la palestra Thilgon ha definitivamente cessato l’attività.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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