EMPOLI. Cinque mesi con le telecamere spente (e la sicurezza azzerata) in attesa di un intervento (definito «urgente» dagli stessi addetti ai lavori) da 700 euro e spiccioli. Succede nel cuore di Empoli, dove nove occhi elettronici (sui 38 complessivi) sono fuori uso dallo scorso mese di ottobre per colpa di un cavo tranciato dalla ditta incaricata di effettuare le prove geologiche all’ex Sert tra piazza XXIV Luglio, via dei Neri e largo della Resistenza. A dare l’allarme era stata la polizia municipale dell’Unione dei Comuni, che non riceveva più le immagini dai dispositivi che monitorano la zona (tutte le telecamere sono collegate a un’unica sala-regia, 24 ore su 24).
Dal municipio di via Del Papa -
nel dicembre scorso, a distanza di due mesi dal black-out - avevano fatto sapere che erano stati racimolati in bilancio i soldi necessari per la riparazione e che era in corso una valutazione per decidere se lasciare i cavi nel solito posto, oppure cambiare il tracciato per evitare che in futuro - durante altri tipi di interventi con perforazioni del terreno – si ripetesse un problema del genere. Dagli approfondimenti è emerso che non saranno necessari altri lavori di questo tipo e che di conseguenza basterà una semplice riparazione. I lavori erano stati annunciati per gennaio, ma c’è stato un ulteriore slittamento. Ora l’architetto
Marco Carletti ha affidato l’incarico di ripristino del cavo sotterraneo in fibra ottica alla ditta Elmas di Empoli, che già detiene la gestione dell’intero impianto di videosorveglianza per i prossimi tre anni.
I lavori dovrebbero cominciare già nella giornata di mercoledì 10 febbraio, per concludersi entro la fine del mese. Quando, finalmente, torneranno in funzione le telecamere, che in tante occasioni si sono rivelate (oltre a un buon deterrente) preziose per incastrare i protagonisti di episodi di microcriminalità. Un supporto, insomma, per le forze dell’ordine impegnate nelle indagini, ma capaci anche di far crescere il senso di sicurezza tra i cittadini, che di questi tempi è ridotto ai minimi termini.
Ladri, scippatori e vandali riavranno finalmente un nemico in più, dopo 150 giorni di black-out e tornerà a pieno regime un sistema costato 130.000 euro, investiti in nome del decoro urbano e della sicurezza.
L’imprevisto si era verificato durante la seconda fase dell’operazione voluta dal Comune per verificare gli interventi necessari sull’ex Sert, un immobile che l’ente spera di vendere (è inserito nel piano delle alienazioni per 2,3 milioni di euro). Ma intanto deve assicurarsi che non sia pericoloso per la collettività. E così un anno fa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Brenda Barnini, constatando «evidenti lesioni alle parti strutturali» aveva messo sul piatto circa 20.000 euro per le indagini, affidate a due ditte. Il primo step si era svolto nella primavera scorsa ed era filato liscio. Nella fase-2, scattata a inizio ottobre, invece, qualcosa è andato storto. Per poter eseguire i test nella corte dell’edificio interno è stato effettuato un piccolo scavo di dimensioni 200x40 centimetri con profondità di circa cinquanta centimetri. Ma durante i lavori è stato tranciato un cavo di troppo, che ha... spento le telecamere. E anche la sicurezza. Per cinque mesi.