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Crisi Falegnami, fumata grigia

Crisi Falegnami, fumata grigia

L’incontro fiume non scioglie i nodi, nuovo summit lunedì in Confindustria. Si muove anche la Regione

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CASTELFIORENTINO. La fumata è grigia. E le bocche restano cucite, per non rischiare di rompere gli equilibri. Che sono appesi a un filo, insieme ai posti di lavoro della Falegnami di Castelfiorentino. Dopo la presentazione del piano-choc da parte dell’azienda (32 esuberi su 73 dipendenti e cassa integrazione straordinaria a zero ore senza rotazione e senza anticipo per tutti gli altri), la sede di Confindustria a Firenze ha ospitato ieri un delicatissimo summit. Da una parte i rappresentanti dei lavoratori: Alberto Vezzosi e Gianni Caponi della Rsu, Alessandro Lippi e Marco Benati della Fillea-Cgil e Sergio Luschi della Camera del lavoro di Empoli; dall’altra i vertici dell’azienda che produce camere e complementi, guidati dal presidente del cda Federico Bertini. E - davanti alla sede di via Valfonda - i lavoratori. Che per il secondo giorno consecutivo hanno scioperato, per replicare anche a Firenze il presidio del giorno precedente davanti alla sede della fabbrica. Hanno appeso gli striscioni e fatto sventolare le bandiere in attesa di notizie. Ma dopo quasi quattro ore di confronto le parti hanno deciso di aggiornarsi a lunedì pomeriggio, quando riprenderà la trattativa.

Nel frattempo si è mossa anche la Regione. L'Unità di crisi ha convocato un tavolo per il 17 febbraio, alle 9.30, a Palazzo Strozzi Sacrati: «All'incontro sono stati invitati il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni e i rappresentanti delle segreterie provinciali di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil. Vi prenderà parte anche il consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini».

E intanto i lavoratori, impegnati nella battaglia per salvare i posti di lavoro e garantire un futuro all’ultimo fiore all’occhiello di un distretto ormai cancellato, incassano la solidarietà dei colleghi di molte aziende - dei settori più svariati - del circondario. «Chiediamo - scrive la Rsu del Gruppo Colorobbia - che vengano cercate tutte le soluzioni per evitare ulteriori licenziamenti e quindi un impoverimento del tessuto sociale del territorio». Un comunicato di solidarietà arriva anche dai lavoratori di Magis, Irplast, Vibac e Calzaturificio Borgioli: «L’azienda - si legge - deve immediatamente ritirare tutti i licenziamenti e, assieme alle istituzioni, deve cercare tutte le soluzioni possibili per evitare che a pagare siano ancora i lavoratori». La Rsu della Zignago Vetro spa (unità produttiva di Empoli) chiede ai dipendenti della Falegnami «di rimanere uniti nella lotta della difesa del proprio posto di lavoro, contro questa assurda e incredibile decisione» e di cercare «di sensibilizzare tutte le forze politiche e sociali per trovare una soluzione per un territorio già martoriato, che ha visto sparire altre importanti aziende». Al fianco degli operai castellani anche i dipendenti della Sammontana: «È inaccettabile ridimensionare una delle fabbriche che ha rappresentato in maniera particolarmente significativa la storia dell’industria dell’arredamento. Facciamo appello a istituzioni e partiti, affinché si impegnino con la massima urgenza per affrontare la vicenda con intenti risolutivi, schierandosi senza riserve dalla parte dei lavoratori».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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