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Gli artigiani rilanciano e guardano al Pisano per far volare Fucecchio
All’inaugurazione della sede la Cna raccoglie l’invito di Spinelli «Serve una strategia d’area che superi i confini provinciali»
FUCECCHIO. «Siamo l'ultimo baluardo della provincia fiorentina in un distretto del Cuoio che parla pisano. Per questo mi auguro che le attività artigianali e le aziende guardino - attraverso la Cna - anche al Pisano, perché a livello territoriale ed economico siamo molto affini».
Le parole sono del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, intervenuto ieri all'inaugurazione della nuova sede dell'associazione in via dei Seccatoi, a cui hanno presenziato anche i rappresentanti della confederazione nazionale artigiani.
Un appello - quello del sindaco - recepito e accettato dai presenti, fra cui il presidente della sezione Empolese Valdelsa Marco Landi, quello di Cna Firenze Andrea Calistri e da Franco Vichi, direttore generale della sezione fiorentina.
A tagliare il nastro per l'inaugurazione - a cui erano presenti decine di persone - è stato proprio il sindaco, che poi ha voluto fare l'appello prima riassunto. Ecco un altro estratto di quanto detto: «Dobbiamo fare un tavolo comune fra noi e la parte pisana, perché ci sarebbero vantaggi per tutti: noi facciamo parte a pieno titolo del distretto del cuoio e questa nuova sede è perfetta a livello logistico. E' importante lavorare per aree territoriali omogenee, senza stare a guardare i confini geografici».
Spinelli, già nei mesi scorsi, aveva dato importanti segnali verso una fusione degli stessi Comuni del cuoio, in particolare Fucecchio, Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull'Arno: se ne parlò molto, anche perché qui le spinte campanilistiche - specie fra Fucecchio e Santa Croce - sono fortissime a livello identitario. Un maxi - Comune da 50.000 abitanti, in poche parole, che permetterebbe di dribblare il patto di stabilità.
Stesso approccio che ha adottato ieri per rivolgersi ai rappresentanti degli artigiani, che hanno accolto positivamente la proposta del primo cittadino: «Fucecchio - a parlare è Marco Landi - è fondamentale per questa zona, avendo una forte identità economica. L'area del cuoio è un unicum a livello europeo, con competenze che non ci sono da altre parti. Nostro compito è valorizzarle, visto che i nostri prodotti sono riconosciuti come eccellenze in giro per il mondo, negli Stati Uniti ma non soltanto: pelletteria, tessile, calzature e concerie sono i nostri punti forti».
Accanto a Landi c'era Andrea Calistri, col quale nei mesi scorsi c'era stata una spaccatura evidente sulle strategie da adottare a livello di Empolese Valdelsa, che come area specifica chiedeva più autonomia rispetto a Firenze.
Ieri, tuttavia, non si è respirato un clima da guerra fredda e lo stesso Calistri ha sottolineato l'importanza della sfida lanciata da Spinelli: «Siamo in un momento di cambiamento ed è necessario superare le logiche dettate dai confini geografici. E altresì importante internazionalizzare le nostre imprese e fare sistema, attraverso i nostri strumenti di autogoverno: basti pensare che in Toscana non abbiamo praticamente nessun luogo dove esporre i nostri prodotti, se si esclude Pitti Uomo».
«Per farci vedere dobbiamo andare a Milano o a Parigi ma le nostre imprese sono spesso piccole e a carattere familiare, non hanno le risorse per sostenere uno sforzo del genere. Prima a Firenze le possibilità erano molte di più, ora - conclude Calistri - c'è solo Pitti Uomo, il resto non esiste più».
I saluti, a fine inaugurazione, sono stati lasciati al direttore Franco Vichi, che ha chiesto di «pensare in grande, cercando di superare gli steccati».
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