Morta in casa, si va verso l’archiviazione
Nonostante i numerosi accertamenti, impossibile stabilire se si è trattato di un omicidio o di un suicidio
EMPOLI. Va verso l'archiviazione l'inchiesta della procura di Firenze sulla morte di Beata Balon, 46 anni, polacca, che il compagno, Giuseppe Nocerino, 38 anni, ha trovato morta nel letto l'11 gennaio scorso, a Ponzano, con un sacchetto di plastica in testa fermato al collo da un nastro adesivo.
L'inchiesta - che è stata coordinata dal pm fiorentino Ornella Galeotti e condotta dai carabinieri del comando provinciale - era stata aperta ipotizzando l'omicidio, anche se non ci sono mai stati iscritti nel registro degli indagati. In base a quanto si apprende, gli elementi raccolti nel corso delle indagini non avrebbero dato una risposta chiara agli inquirenti. Non è stato accertato se è stato suicidio o omicidio.
Quello che aveva portato ad aprire un’inchiesta per omicidio era il sacchetto di plastica che venne trovato legato intorno alla testa della donna, da oltre venti anni in Italia e dipendente di una cooperativa. Perché se è vero che il nastro che fissava il sacchetto in testa a Beata non era stato strappato, cioè era rimasto arrotolato intorno al suo cartone, è anche vero che sopra non sono state trovate impronte della donna.
Neppure l’autopsia che si è svolta martedì 12 gennaio all’istituto di medicina legale di Careggi, a Firenze, ha sciolto i dubbi. L’unica sicurezza è che la donna è morta per asfissia.
Ma se abbia posto fine alla sua vita travagliata (lei stessa scriveva su Facebook di avere problemi con l’alcol) o se sia stata uccisa, al momento resta un mistero. Gli investigatori hanno più volte fatto sopralluoghi nell’appartamento di via Pasteur, sia in camera da letto che nelle altre stanze. E sono stati sequestrati vari medicinali e altro materiale.
Così anche negli ultimi giorni i militari del comando provinciale sono tornati nell’appartamento al piano terra di via Pasteur. Ma non hanno trovato elementi nuovi. E quindi i dubbi sono rimasti. Da qui la decisione di archiviare il caso.
Il compagno Giuseppe Nocerino ha raccontato ai carabinieri e al pubblico ministero di essere rientrato dal lavoro intorno alle 21.30 di domenica 10 gennaio e di averla trovata in camera da letto, con addosso il pigiama. Ha detto anche di non averla svegliata pensando che avesse bevuto troppo. Quindi è andato anche lui a dormire.
Quando si è risvegliato, poco prima delle sette, la mattina dopo, per andare a lavorare, ha visto accanto a sé il cadavere. L’ha toccato, era già ghiaccio. Tra il suo corpo e il cadavere, c’era un peluche che gli avrebbe impedito di vedere il sacchetto sulla testa della donna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
