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Empoli

squillo e degrado

«Prostitute alle Cerbaie? Fanno parte dell’arredo». Scoppia la lite tra sindaci

Francesco Turchi
Prostitute sulla Romana Lucchese, a destra i sindaci Alessio Spinelli (in alto) e Maurizio Marchetti
Prostitute sulla Romana Lucchese, a destra i sindaci Alessio Spinelli (in alto) e Maurizio Marchetti

Alessio Spinelli infuriato per la battuta del suo collega di Altopascio. «Problema serio da combattere». La replica: «Si perde tempo». Nel mirino del primo cittadino di Fucecchio la frase ironica di Marchetti al summit interprovinciale con prefetti e forze dell’ordine

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FUCECCHIO. Le prostitute (anche se nella versione originale il termine è più colorito, ndr) fanno parte dell’arredo delle Cerbaie». La battuta del sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, fa infuriare il suo collega fucecchiese Alessio Spinelli. E apre una crepa evidente (anche di natura politica) nel fronte (che era stato definito compatto) impegnato a “liberare” la zona da spaccio e prostituzione. Ma facciamo un passo indietro. Il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, convoca una riunione (per il 21 gennaio scorso) alla quale partecipano i suoi colleghi di Lucca Giovanna Cagliostro, di Pistoia Angelo Ciuni e il prefetto vicario di Pisa Valerio Romeo, insieme ai rispettivi vertici provinciali delle forze dell’ordine (il territorio delle Cerbaie è molto vasto e interessa più province e comuni). Con loro ci sono il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli insieme ai colleghi e amministratori di Altopascio, Bientina, Castelfranco di Sotto, Pontedera, Santa Maria a Monte e Santa Croce sull’Arno. Il comitato per l’ordine e la sicurezza deve decidere una strategia per fare la guerra sia agli spacciatori, che hanno trasformato il bosco nel loro covo, sia alle prostitute che esercitano sulla Romana Lucchese. 

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Ma Marchetti (al suo quarto mandato da sindaco di Altopascio e coordinatore provinciale di Forza Italia a Lucca), scopre l’oggetto della riunione soltanto quando si siede al tavolo in Prefettura: «Nono conoscevo l’argomento. Poi sono arrivato lì e ho visto un dispiegamento di forze del genere. Quando ho capito che si doveva parlare di prostituzione alle Cerbaie, stentavo a crederci: quella battuta mi è venuta spontanea, non ho detto nulla di strano. Quel fenomeno esiste da sempre, non capisco cosa ci sia di nuovo. E con le leggi attuali c’è ben poco da fare: i carabinieri possono fermare una prostituta, identificarla. Finisce lì. Non è un reato. Così si perde tempo». Ma la battuta del sindaco di centrodestra non piace a tutti. A cominciare dal suo collega (Pd) di Fucecchio, impegnato a portare avanti la crociata anti-prostituzione a suon di ordinanze (costantemente riproposte da anni da queste parti) che vietano «l’attività di meretricio sul suolo pubblico, nonché sostare negli stessi luoghi in atteggiamento, abbigliamento e modalità comportamentali che connotino inequivocabilmente l’attività di meretricio; vieta inoltre di contrattare prestazioni sessuali a pagamento». 
 
Venerdì 29 gennaio, a distanza di una settimana dal summit fiorentino, presentando in conferenza stampa una serie di iniziative per la valorizzazione delle Cerbaie, Spinelli sottolinea l’importanza di “riconquistare” la zona e rende nota quella che per lui è una battutaccia: «Quelle parole mi hanno disturbato. Eravamo lì per parlare di cose serie, compresa la lotta alla prostituzione. Che non è un reato, ma lo è lo sfruttamento. E quelle ragazze non passano le loro giornate sulla provinciale Romana Lucchese per divertimento, ma perché qualcun altro ci guadagna. Si parla tanto di sicurezza - che io metto al secondo posto nella mia scala di priorità, subito dopo la salute - e di lotta al degrado, e poi in un contesto del genere si fa dell’inutile ironia, accolta infatti da pochi sorrisi e peraltro “di circostanza”. E comunque in quella riunione sono state prese decisioni importanti». I controlli saranno continuativi, in giorni e orari diversi. Tutto questo con l’obiettivo di assestare il colpo del definitivo ko agli spacciatori, andando a colpire anche i loro clienti. Lo stesso trattamento sarà riservato alle prostitute, che spesso si fanno accompagnare da quelli che definiscono “amici”, ma che in realtà potrebbero essere i loro sfruttatori. Anche se Marchetti resta scettico: «La prostituzione va regolamentata, in modo da farla esercitare in strutture chiuse, controllate e tassate. A quel punto si potrà combattere il fenomeno su strada. Il vero problema delle Cerbaie è lo spaccio. I miei agenti della polizia municipale mi parlano di boschi trasformati in deposito di droga».
 

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