Il Tirreno

Empoli

Morosità-boom di famiglie e ditte perso un milione e mezzo

di Marco Pagli
Morosità-boom di famiglie e ditte perso un milione e mezzo

Tributi non pagati all’amministrazione comunale, in partenza centinaia di cartelle di Equitalia per tasse sugli immobili e contravvenzioni. Errate le previsioni fatte sul recupero

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Aumenta la morosità registrata dall’amministrazione comunale. Famiglie, ma soprattutto imprese più o meno grandi. Realtà produttive in difficoltà nella maggior parte dei casi, che tra pagare i tributi locali e tenere in piedi la propria attività scelgono la seconda opzione. In una parola, crisi. In questi giorni partiranno centinaia di cartelle di Equitalia che contengono ruoli coattivi. L’ennesima dimostrazione della difficoltà a riscuotere i crediti vantati dalla pubblica amministrazione locale è servita. Tanto che i ruoli altro non sono che l’ultima tappa di un percorso che passa dalla bolletta, quindi dall’avviso di accertamento senza suscitare alcun esito. Non è un caso se il fondo di accantonamento per i crediti di dubbia esigibilità stanziato dal Comune anche per l’anno in corso è arrivato a quasi un milione e mezzo di euro e verrà mantenuto costante (salvo ritocchi verso l’alto) anche per i prossimi due anni. Gli ultimi dati su previsione, accertamento e riscossione del recupero dell’evasione (contenuti nella relazione dell’organo di revisione sulla proposta di bilancio per il triennio 2016/2018) fanno riferimento al 2014 e certificano quanto detto finora e cioè che riuscire a riscuotere lo scoperto – sia in termini di tributi locali, sia in termini di entrate extratributarie – è sempre più complesso. Allora venne fatta una previsione di recupero di 830mila euro. Previsione che al momento di accertare gli introiti da recuperare si rivelò di molto inferiore, addirittura quasi la metà. L’accertamento, infatti, ammontava a 1 milione e 464mila euro. Purtroppo la riscossione si è fermata a poco più di un quinto, appena 360mila euro. Per il 2015 la previsione – al momento è l’unico dato certificato – si è fermata a 390mila euro, ma le cartelle esattoriali in partenza in questi giorni fanno pensare che anche per l’anno appena trascorso l’accertamento sarà decisamente superiore a quanto preventivato. Mentre per i prossimi tre anni la previsione torna a salire a mezzo milione di euro l’anno.

Ma torniamo alle cartelle che sono state girate dall’Ufficio tributi ad Equitalia e in questi giorni in arrivo nelle cassette delle lettere di contribuenti e aziende. In tutto sono 250. Una piccola parte fa riferimento alle rimanenze del 2013 e degli anni precedenti (fino a quando, cioè, il servizio di polizia municipale era ancora in mano al Comune, prima del passaggio a funzione associata dell’Unione) delle sanzioni amministrative non pagate. Il grosso, invece, riguarda Ici e Imu non saldati tra l’inizio del 2014 e la prima metà del 2015. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative il recupero è quantificato in 34mila euro per un totale di 15 cartelle. Si tratta, in sostanza, di multe comminate dalla polizia municipale e non pagate. Regolamenti urbanistici, violazioni al codice della strada, oneri non versati sono le fattispecie più comuni. Passando alla parte tributaria (le imposte sulla casa) posta in riscossione coatta, le determine comunali sono due: la prima riguarda gli accertamenti notificati nel 2014 e l’altra quelli inviati nel primo semestre del 2015. Per quanto riguarda la prima ci sono 160 cartelle Ici che dovrebbero portare nelle casse comunali oltre 85mila euro e un'altra ventina che riguardano Imu non pagata e che ammontano a poco più di 65mila euro. Mentre i ruoli coattivi dei primi sei mesi dello scorso anno sono sessanta e puntano a recuperare una somma di poco superiore ai 60mila euro. Ma questi ruoli sono solo una piccola parte di quanto l’amministrazione dovrà recuperare sui tributi non pagati lo scorso anno. «Prevediamo che nel 2015 la morosità si attesti su livelli più alti rispetto al 2014 – spiegano dall’Ufficio tributi del Comune – nella prima parte dell’anno, infatti, ci siamo concentrati sulle situazioni minori legate in molti casi alle agevolazioni destinate alle famiglie. Al momento stiamo lavorando sui tributi non pagati nel secondo semestre e quello che sta emergendo è un aumento dell’importo da recuperare. Il grosso dei soggetti è costituito da aziende che non hanno pagato le imposte sugli immobili e quindi prevediamo che la quota di evasione risulterà più alta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino