Rapina al vivaio Bagni, arrestati dalla polizia due operai
Vicino a Empoli avevano prima finto di voler acquistare una pianta, nella fuga una delle proprietarie era stata gettata in terra
EMPOLI. Si erano finti clienti interessati a comprare una pianta. Poi uno dei due aveva indossato il passamontagna, per poi scaraventare a terra la sorella della titolare del vivaio, rubare il portafogli con l’incasso della giornata (circa 350 euro, oltre a documenti e carte di credito, subito bloccate dalla proprietaria) e fuggire a bordo della Fiat Punto guidata dal complice. Ma nel giro di venti giorni sono finiti nella trappola della polizia. Che li ha arrestati per rapina aggravata in concorso. Si tratta di due operai empolesi, di 42 e 40 anni, entrambi con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Sono stati incastrati dagli uomini del commissariato di piazza Gramsci, guidati dal dirigente Francesco Zunino, grazie alle telecamere che sorvegliano la zona e con la preziosa collaborazione di alcuni testimoni, che erano riusciti a prendere i primi numeri della targa della macchina in fuga dal vivaio Bagni di via Valdelsa, tra Marcignana e Bastia, nel pomeriggio del 30 dicembre scorso.
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La loro era stata un’azione fulminea. «Sembravano due clienti come tanti - aveva raccontato Alessandra al nostro giornale - e non pensavo neanche che fossero insieme. Me l’ha fatto notare in un secondo tempo un mio dipendente. Ma non sembravano tipi sospetti». Poi Alessandra si era allontanata per qualche secondo, per andare a chiudere la macchina parcheggiata a poche decine di metri di distanza. E aveva sentito le grida della sorella Fiorella, che nella caduta ha anche riportato varie escoriazioni: «Ero sulla porta. All’improvviso ho visto uno dei due indossare un passamontagna. Mi è venuto incontro correndo, mi ha spintonata facendomi finire a terra». Quindi il rapinatore aveva fatto il giro del bancone, aveva aperto un cassetto, preso il portafogli con l’incasso ed era scappato via: «Spero - aveva detto Alessandra - che la polizia riesca a individuare quei due delinquenti». E il suo desiderio è stato esaudito nel giro di appena tre settimane.
Le informazioni fornite alla polizia dalle due sorelle e da alcuni testimoni si sono rivelate fondamentali.
Gli agenti sono partiti dagli identikit e dal numero di targa (seppur parziale); hanno visionato i filmati delle telecamere private installate nella zona. E hanno individuato i responsabili della rapina.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, sulla base degli elementi raccolti dai poliziotti empolesi, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata in concorso.
La mattina di martedì scorso è scattato il blitz, ma gli agenti però hanno dovuto fare i conti anche con un imprevisto. Uno dei due quarantenni empolesi è stato rintracciato a Empoli e trasferito nel carcere di Sollicciano. L’altro, invece, era irreperibile. E qui è entrata in gioco la tecnologia, che si è rivelata fondamentale per concludere l’operazione.Il rapinatore, infatti, è stato “tradito” dal suo cellulare, che di fatto ha... fatto la spia, fornendo la localizzazione alla polizia: si trovava a Mestre, in provincia di Venezia.A quel punto gli agenti empolesi hanno chiesto aiuto ai loro colleghi del commissariato locale. Che, nel tardo pomeriggio di martedì, hanno arrestato anche il secondo rapinatore.
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