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La sorpresa dall’autopsia: il decesso il giorno prima
La donna polacca ha cessato di vivere intorno alle 23 della domenica e non il lunedì mattina come emerso all’inizio. Il resto è ancora tutto da chiarire
FIRENZE. Un’indagine davvero difficile che ancora non è arrivata a un porto sicuro. E che sta riservando sorprese. Come quella dell’orario del decesso. La quarantenne polacca, come ha stabilito l’autopsia eseguita dall’istituto di medicina legale di Firenze, è morta verso le 23 di domenica 10 gennaio. E non la mattina del lunedì come era inizialmente emerso dai primi riscontri e testimonianze.
Resta ancora irrisolto il mistero sulla tragica fine di Beata Balon, 46 anni, trovata morta nel suo letto in via Pasteur a Ponzano dove abitava con il compagno Giuseppe Nocerino. La donna aveva il capo chiuso in un sacchetto di plastica nero fissato al collo con nastro adesivo da pacchi su cui non sarebbero state trovate impronte digitali.
L'autopsia sul suo cadavere all'istituto di medicina legale di Careggi, a Firenze, è terminata e ha confermato che la morte è avvenuta per asfissia. Non sarebbero stati rilevati peraltro nè ematomi né lesioni da difesa.
Beata Balon, ex ballerina e in seguito dipendente di una grossa impresa cooperativa di pulizie, madre di due figli, era profondamente infelice. In passato sembra che avesse tentato di uccidersi e sul suo profilo Facebook aveva anche di recente postato messaggio disperati, pieni di dolore e sofferenza. E dove manifestava di avere incomprensioni con le persone che le erano più vicine.
Suicidio, dunque? Il pm Ornella Galeotti e i carabinieri non danno nulla per scontato, hanno ripetuto ieri. E' per questo che è stato aperto anche un fascicolo per omicidio a carico di ignoti e sono stati disposti numerosi accertamenti, con altrettanti conferimenti di incarichi a periti.
Sulla base dei primi risultati dell'autopsia, comunque, l'ora della morte sarebbe da collocare prima delle 23 di domenica 10 gennaio. Alle 16.30 la donna infatti era certamente viva. Il compagno, ex guardia giurata, adesso invece addetto al controllo antitaccheggio in un grande centro commerciale vicino a Firenze, ha dichiarato di essere tornato dal lavoro verso le 21.30, di aver trovato la donna nel letto, coperta da un grande peluche, di aver creduto che dormisse, di non averla svegliata seguendo le istruzioni del centro per la lotta all'alcolismo che lei aveva frequentato.
“Mi sono accorto che era rigida e immobile soltanto alle sette del mattino di lunedì”(quando si era alzato per tornare a lavoro) avrebbe detto ai carabinieri che si occupano dell'indagine.
Gli inquirenti stanno ancora vagliando il suo racconto. La sua compagna soffriva da tempo di depressione e assumeva psicofarmaci (che sono stati sequestrati in gran quantità). Possibile quindi che Beata Balon abbia deciso di farla finita volontariamente, così come resta altrettanto possibile che qualcuno le abbia infilato il sacco intorno alla testa, fissandolo con il nastro adesivo. Senza incontrare nessuna resistenza da parte di un corpo fiaccato dalla depresssione, dall'alcol e chissà da cos'altro.
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