Il Tirreno

Empoli

Raccolte 270 firme per il parkour

Raccolte 270 firme per il parkour

I ragazzi-volanti chiedono al Comune uno spazio attrezzato per le acrobazie

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. A Fucecchio i giovani si stanno appassionando ad una nuova disciplina, che ai più è sconosciuta: si tratta del parkour, che consiste nell'eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all'ambiente circostante, naturale o urbano, attraverso volteggi, salti, equilibrio, scalate, arrampicate.

Per questo i ragazzi (tra i 16 e i 19 anni) che la praticano stanno raccogliendo le firme per ottenere uno spazio adatto dove praticare il parkour, permettendo a questi giovani di saltare o arrampicarsi in sicurezza con strumenti adatti e specifici.

Per ora - fra lo spazio concesso durante Natalia e un altro nella galleria Le Contrade - hanno già portato a casa duecentosettanta firme: non c'è un limite minimo o massimo da raggiungere, chiaramente più ne potranno portare all'attenzione dell'amministrazione comunale e più forte potrà essere la loro voce.

Sono stati aiutati dagli uffici dell'Informagiovani, che li hanno indirizzati sui passi da fare.

Le firme - quasi sicuramente - finiranno sulla scrivania del vicesindaco e assessore alle politiche giovanili Emma Donnini, oppure su quella del consigliere delegato allo sport Fabio Gargani. I ragazzi in questione hanno formato un gruppetto da tempo e si allenano - fra salti, capriole e volteggi - nell'ambiente urbano fucecchiese, ad esempio al parco Corsini.

Il parkour trae ispirazione dal metodo naturale di Georges Hébert, ufficiale di marina francese, che nei primi anni del novecento sviluppò un particolare metodo di allenamento per l'addestramento delle truppe, definito "hébertismo", il cui motto è "Essere forti per essere utili".

Il passaggio da tale pratica di allenamento al parkour è dovuta a David Belle, figlio di un pompiere addestrato proprio con il metodo di Hebert, che fin da giovane sperimenta percorsi e tracciati.

In quel periodo Belle unisce le sue esperienze agli insegnamenti dell'hébertismo in una vera filosofia e fonda così il parkour, che risulterà più funzionale degli stessi addestramenti militari precedenti. Il principio alla base del metodo hébertiano è che il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che sa fare, in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede.

Nei prossimi mesi si capirà se questi volenterosi ragazzi sono riusciti nella loro "missione" di ottenere uno spazio dedicato alla disciplina che loro amano e praticano. (m.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino