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Empoli

La rapina al distributore era solo un’invenzione

La rapina al distributore era solo un’invenzione

Denunciata una venticinquenne di Castelfiorentino per simulazione di reato La verità è emersa dai filmati delle telecamere visionati dai carabinieri

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GAMBASSI. La sera del 15 dicembre aveva chiamato in lacrime i carabinieri. «Mi hanno appena rapinata a un distributore a Gambassi, dopo avermi puntato un coltello alla gola», aveva detto la ventinquenne di Castelfiorentino. A distanza di una ventina di giorni, però, quella drammatica segnalazione si è trasformata in una denuncia nei suoi confronti per simulazione di reato.

Un caso che, secondo i carabinieri di Empoli, sarebbe molto difficile da spiegare se non con una necessità di attenzioni da parte della ragazza che non avrebbe particolari problemi né personali, né in famiglia. Lei, comunque, continua a dire che i fatti si sono svolti secondo il suo racconto iniziale.

I militari dell'Arma avevano cominciato l'indagine nutrendo fin da subito qualche dubbio sul racconto della ragazza. Secondo la ricostruzione iniziale, infatti, mentre si trovava nel distributore di carburante di via Morandi a Case Nuove, nel territorio di Gambassi, le sarebbe caduto il portafogli al momento di pagare il rifornimento di benzina. In pochi attimi, però, sarebbe stata raggiunta da un uomo che le avrebbe intimato di darle i soldi puntandole un coltello alla gola. Il tutto alle 21 circa e sotto l'occhio vigile delle numerose telecamere della stazione di servizio.

E proprio l'analisi dei filmati ha tolto i dubbi ai carabinieri. Secondo quanto spiegato, infatti, si vede l'auto della venticinquenne entrare nell'area del distributore, fare un giro tra le pompe di benzina e poi uscire senza tornare più indietro. In pratica, la ragazza non sarebbe mai scesa dall'auto. E, di conseguenza, tutto il racconto fatto crolla in maniera clamorosa secondo quanto ricostruito dai carabinieri. Nessun rapinatore e nessun coltello alla gola. Inesistente anche la richiesta di denaro, così come l'atto di consegnare al suo aggressione una banconota da 50 euro come aveva spiegato durante la stesura del verbale di denuncia. Una rapina durata pochi attimi e conclusasi con l'autore fuggito su un'auto di cui la ragazza non aveva saputo fornire dettagli utili alle indagini.

Non compatibili con lo svolgimento dei fatti, invece, le abrasioni che avrebbe mostrato ai militari dicendo di essersele procurate durante il concitato corpo a corpo al momento della rapina. Un'altra tessera mancante del puzzle che, in realtà, aveva insospettito subito i carabinieri. Se avesse avuto un coltello puntato alla gola, infatti, si sarebbe procurata tagli. Magari anche piccoli ma non abrasioni, le cui cause non sono state spiegate durante la ricostruzione definitiva dei carabinieri. La sera dell'aggressione, la venticinquenne non andò subito al pronto soccorso per farsi medicare. Ma chiamò da casa i carabinieri alle 22,20 e, solo su consiglio delle forze dell'ordine, si recò all'ospedale San Giuseppe di Empoli per farsi refertare.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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