Il Tirreno

Empoli

Mobilità con numeri choc quello più alto alla Cla

di Marco Pagli

Alla cooperativa nata dalle ceneri del Consorzio Etruria espulsi 54 lavoratori Luschi della Cgil: «Questi dati ci confermano che la ripresa ancora non c’è»

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EMPOLI. Su dove si trovi il sistema economico del circondario all’interno del fatidico tunnel, se sia più o meno vicino al fondo e alla altrettanto fatidica luce, il dibattito è aperto. Tra chi si pronunci in un senso e chi in un altro, però, stanno i numeri. E i numeri continuano a penalizzare la visione di un’area ormai fuori dalla crisi. Basta scorrere gli atti di approvazione delle richieste di mobilità della Città metropolitana per rendersi conto che l’emergenza è tutt’altro che arginata. Nel 2015, infatti, sono stati collocati in mobilità ben 244 lavoratori nelle aziende dell’Empolese Valdelsa. Un numero importante anche alla luce del fatto che questi non rappresentano la totalità dei licenziamenti effettuati nell’anno, ma solo una parte. La mobilità, infatti, non spetta a tutte le aziende, ma ha delle limitazioni legate al tipo di attività produttiva e al numero di dipendenti occupati. Molti dei licenziamenti con mobilità, inoltre, non sono legati alla chiusura di una realtà produttiva, ma riguardano una ristrutturazione aziendale oppure si tratta di lavoratori che hanno esaurito il periodo di cassa integrazione e che l’azienda non è in grado di ricollocare.

Le procedure di mobilità autorizzate quest’anno sono inferiori a quelle dello scorso anno, quando dalla direzione del lavoro della Provincia passarono 328 pratiche relative ad aziende del circondario. Tuttavia, c’è da considerare che più di un terzo di queste facevano riferimento alla Shellbox di Castelfiorentino. Il fallimento del colosso delle casette in legno, infatti, provocò la messa in mobilità – nel corso del 2014 – di oltre 130 lavoratori. «Siamo di fronte all’ennesimo dato che conferma come la ripresa che si paventa in realtà non ci sia – spiega Sergio Luschi, coordinatore della Cgil dell’Empolese Valdelsa – i numeri sulla mobilità sono solo uno degli aspetti della crisi che continua a mordere. Ma come molti altri indica una direzione ben precisa. Questo è il paese reale, quello in cui quasi 250 lavoratori nel 2015 hanno perso il lavoro e sono finiti in mobilità andandosi a sommare ai 330 dello scorso anno. Il resto sono solo chiacchiere e basta farsi un giro con uno qualunque dei nostri funzionari per rendersi conto di ciò». Nelle liste si trovano decine di aziende con pochi esuberi, non più di cinque insomma. Quelle che hanno numeri maggiori ma comunque contenuti a meno di dieci, come ad esempio la Ceva Logistichs di Montelupo, la Falegnami di Castelfiorentino, il calzaturificio Baracchino di Fucecchio, la Victrix di Vinci, la L.Pucci di Castelfiorentino. E poi ci sono quelle che hanno operato dimagrimenti più consistenti: Bitossi (che tra Industrie Bistossi e Colorobbia ha messo in mobilità quest’anno 21 persone), Reha (dove tra le tre unità operative di Montelupo, Vinci ed Empoli sono stati licenziati con mobilità 26 dipendenti), D+F di Vinci (dove sono stati 13 nel gennaio scorso), Brio di Montelupo (dove i licenziamenti sono stati 12 sempre nel mese di gennaio), per arrivare alla Polaris (l’azienda che gestiva il marchio Allegri, tanto per intendersi) che in un colpo solo ha messo in mobilità 45 persone. Anche se il numero più alto si registra a “L’Avvenire 1921” (Cla), la cooperativa edile nata dalle ceneri del Consorzio Etruria: qui le richieste di mobilità approvate dalla Città metropolitana sono state 54. L’ultimo atto di questa lunga lista – ancora non definitiva, visto che mancano ancora venti giorni alla fine del mese – è quello relativo alla Twin Disc di Capraia e Limite.

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