Il Tirreno

Empoli

Picchia la moglie, arrestato nella sua casa durante la lite

Auto dei carabinieri di fronte alla caserma di Empoli
◗
Auto dei carabinieri di fronte alla caserma di Empoli

I carabinieri di Montelupo sono intervenuti perché da fuori si sentivano le urla della donna

2 MINUTI DI LETTURA





MONTELUPO. I carabinieri della stazione di Montelupo hanno arrestato Mirashi Mirjan, albanese di 28 anni, per il reato di maltrattamenti in famiglia. La notte del 27 novembre intorno alle 1,30 è arrivata al centralino del 112 una telefonata anonima. Una persona ha raccontato che era in corso una lite in una famiglia e, a sentire urla e botte, la situazione stava diventando davvero brutta.

I militari della stazione sono giunti nell’appartamento pochi minuti dopo, hanno trovato una donna che piangeva e il marito ancora in evidente stato di alterazione. Sono bastate poche domande da parte dei carabinieri per capire che non erano volate solo parole, infatti la donna mostrava arrossamenti e graffi sulla schiena e sulle braccia.
Quest’ultima, all'inizio, era molto titubante nel raccontare le violenze che aveva subito sia quelle del momento che del passato. Poi ha iniziato a raccontare la verità spiegando che non era la prima volta che accadevano episodi del genere. La donna è andata al pronto soccorso di Empoli dove le sono stati prescritti sette giorni di prognosi.
Sono quindi scattate le manette per l'uomo anche in considerazione del fatto che i vicini hanno confermato che da tempo udivano, con cadenza sempre più frequente, le urla di dolore della donna. L'arrestato è stato portato nel carcere di Sollicciano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Purtroppo nonostante l’azione di sensibilizzazione di molte associazioni e centri antiviolenza sono ancora troppe le donne che subiscono violenze nell’ambito delle mura domestiche e che non riescono a denunciare i loro mariti aguzzini.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera