Il Tirreno

Empoli

Servizi scolastici non pagati Equitalia bussa a 300 famiglie

di Marco Pagli
Servizi scolastici non pagati Equitalia bussa a 300 famiglie

Via libera del Comune di Empoli al recupero di quasi 120.000 euro Ma la morosità su pre-scuola, mensa, trasporto e nido è dimezzata in due anni

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EMPOLI. Sono poco più di 300 le famiglie morose con il Comune per i servizi scolastici. Nuclei che durante lo scorso anno scolastico non hanno pagato le bollette per la vigilanza pre-scuola, per la refezione, per il nido o per il trasporto. E che nel complesso hanno accumulato un importo di oltre 117mila euro che mancano dalle casse dell’amministrazione comunale.

Per questo l’Ufficio scuola ha approvato il ruolo esecutivo inviato da Equitalia. Il primo passo di un iter per la riscossione dei crediti. Nelle prossime settimane, infatti, la società pubblica incaricata del recupero redigerà le cartelle che verranno inviate alle famiglie. Queste ultime, infatti, hanno un debito che in media si aggira intorno ai 380 euro.

Nel caso la famiglia decida di pagare ha la possibilità di rateizzare l’importo dovuto o, al limite, di sospendere il pagamento stesso di un anno. Rispetto al passato, comunque, la situazione relativa alla morosità sui servizi scolastici è migliorata. Se non altro per quanto riguarda le somme non pagate. Nell’anno scolastico 2011-2012, infatti, coloro che non avevano pagato erano diverse decine in più e avevano accumulato un debito di 242mila euro.

In sostanza, il doppio rispetto a quanto dovuto per lo scorso anno scolastico. Il trend di diminuzione, comunque, si era verificato l’anno successivo – il 2012-2013 – quando la somma che l’amministrazione dovette recuperare giunse a 198mila euro. In media, dopo l’invio delle cartelle le famiglie che decidono di saldare subito il proprio debito sono circa il 30%. Negli ultimi anni, infatti, ciò si è verificato nel giro di poche settimane dalla ricezione. Tre anni fa, infatti, i primi novantamila euro dei 242mila da recuperare arrivarono dopo alcuni mesi. Mentre altri 20mila poche settimane dopo. Due anni fa, invece, la percentuale di famiglie che hanno saldato velocemente il loro debito dopo la comunicazione di Equitalia si è leggermente abbassata. E dopo alcune settimane rientrarono 42mila euro dei 198 complessivi da riscuotere. In ogni caso non va dimenticato che, dal momento che il ruolo viene inviato alle famiglie, queste possono fare ricorso o proporre istanza all’ente creditore.

È il caso, ad esempio, delle famiglie meno abbienti (quelle, insomma, seguite dai servizi sociali o che dimostrano un evidente stato di povertà) nei confronti delle quali l’amministrazione adotta un linea di azione molto più soft.

Se si analizzano le voci che compongono i servizi scolastici e i relativi importi che ancora non sono stati versati nelle casse comunali, riportati nella determinazione a firma del dirigente del settore ufficio scuola e refezione Riccardo Gambini, si vede che l’elemento più corposo del conto finale è rappresentato dal servizio di refezione scolastica. La mensa, tanto per essere chiari, rappresenta il capitolo più eluso dalle famiglie dal momento che è anche il più costoso. In tutto sono stati accumulati ben 97mila euro di ammanco. Nettamente inferiori sono le cifre che si riferiscono agli altri servizi scolastici.

Ad esempio, il servizio educativo all’infanzia, ovvero quello che si riferisce ai nidi di competenza comunale, ha raggiunto un debito da parte delle famiglie di 14.750 euro. Mentre il servizio di trasporto scolastico, altra voce che coinvolge centinaia di bambini sul territorio, ha fatto registrare un importo non pagato di 5.300 euro. Infine, il servizio di vigilanza prescuola ha un debito relativo di appena 80 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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