Bagarre in aula tra consiglieri e la maggioranza se ne va
Il forte e lungo scontro tra opposizione e maggioranza scaturito dal gioco d’azzardo Si è dimesso Alessandro Borgherini (“Ora si cambia”) da presidente di una commissione
EMPOLI. Più che un consiglio comunale l’altra sera in municipio è andata in scena una grande lite tra minoranza e maggioranza. Per cui, alla fine, quest’ultima è uscita dall’aula per far mancare il numero legale. E in ore e ore di seduta non è stato approvato neppure un atto.
Una serata di litigi che è terminata con le dimissioni del consigliere Alessandro Borgherini del gruppo “Ora si cambia” da presidente della commissione garanzia e controllo. «Le opposizioni considerano inaccettabile il comportamento irrispettoso dalla maggioranza - attaccano - esprimono un giudizio critico sul comportamento del presidente del consiglio, incapace di svolgere la propria funzione di garante». A far scattare la lite, suo malgrado, il consigliere Sabrina Ciolli (Linea Civica). «Il presidente del consiglio ha aperto una discussione incentrata tutta su un consigliere (Ciolli appunto ndr) che aveva a suo dire espresso critiche in maniera "scorretta" sul suo comportamento, su quello del capogruppo del Pd ed infine sul presidente di una commissione. Il consigliere in questione, ignaro di quanto stava per accadere, rispondeva alle accuse del Presidente per poi sorbirsi, senza diritto di replica, le ulteriori accuse degli altri due interessati». «Sulla stessa falsariga è quanto avvenuto dopo - si spiega - enza che il Presidente intervenisse in alcun modo, la maggioranza ha utilizzato l'interpretazione letterale del regolamento per impedire la votazione sull'ordine del giorno relativo al gioco d'azzardo presentato da tutte le opposizioni. Durante la discussione, l'opposizione ha ripetutamente chiesto come mai la giunta non avesse saputo o potuto ottemperare agli impegni presi con una precedente mozione relativa al gioco d'azzardo, approvata all'unanimità un anno prima. Nessuno della giunta ha ritenuto di dover esprimere alcuna spiegazione al riguardo, ma non è accettabile che la giunta possa impunemente ignorare le decisioni prese dal consiglio».
Da qui la replica della maggioranza: «A mezzanotte e mezzo siamo stati costretti ad abbandonare l'aula di fronte ad una opposizione che per tutta la sera ha tenuto un comportamento che impediva il normale svolgimento dell'attività». Così Jacopo Mazzantini, capogruppo del Pd, prende posizione. «Già a seguito del precedente consiglio comunale un consigliere dell'opposizione (sempre Ciolli ndr)aveva inoltrato a membri delle istituzioni cittadine, giudizi a nostro avviso irrispettosi nei confronti di alcuni esponenti della maggioranza. La circostanza è stata fatta presente in consiglio e, per tutta risposta, l'opposizione è uscita dall'aula. Poi è stato un susseguirsi di atteggiamenti ostruzionistici che hanno impedito di celebrare il consiglio nel rispetto delle norme che ne regolano le procedure: consiglieri che tenevano la parola oltre il dovuto, che pretendevano di intervenire in violazione del regolamento comunale, che si opponevano ai richiami del presidente del consiglio volti a riportare un minimo di ordine nell'iter consiliare, che addirittura hanno finito per battere la mano sul tavolo in segno di ribellione alla stessa presidenza, costringendola ad una nota di biasimo». «Ma non è tutto - continua Mazzantini- al momento di discutere l'ordine del giorno sul gioco d'azzardo ci siamo trovati di fronte a un emendamento delle opposizioni in gran parte identico, oggetto di una conferenza capigruppo straordinaria all'esito della quale le opposizioni hanno ritirato il proprio ordine del giorno».
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