Il Tirreno

Empoli

razzia nelle ditte

Doppio assalto a Terrafino con martello e flessibile, cassaforte sventrata

Francesco Turchi
Un dipendente della Lape con il telefono e la centralina presa a martellate e l'intervento dei carabinieri (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Un dipendente della Lape con il telefono e la centralina presa a martellate e l'intervento dei carabinieri (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Bottino magro ma i danni ammontano a migliaia di euro tra uffici messi a soqquadro, infissi e impianti spaccati alla Lape e alla Gls di Empoli

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EMPOLI. Le bande di criminali non allentano la presa. Anzi. Ogni notte imperversano con le loro scorribande senza sosta, sfidando sistemi di allarme, telecamere, vigilanza e forze dell’ordine. Stavolta il raid è andato in scena nella zona industriale del Terrafino a Empoli. Due aziende colpite, migliaia di euro di danni, uffici a soqquadro, una cassaforte aperta come una scatoletta di tonno. Ma per loro sfortuna era stata svuotata qualche ora prima. I malviventi hanno iniziato la loro “notte brava” in via Di Vittorio, alla Lape, azienda specializzata nella produzione di materiali isolanti per l’edilizia.
Sono le ore 3.20 quando forzano la porta e scatta l’allarme, collegato con l’istituto di vigilanza Lince. Decidono di usare le maniere forti per bloccare la sirena. Spaccano a martellate la centralina e riservano lo stesso trattamento al telefono. Salgono al primo piano, rovistano ovunque. Mettono a soqquadro tutte le stanze, a caccia di soldi. Ma sono costretti ad accontentarsi di cinque euro: «Non teniamo grossi quantitativi di contanti in cassa - spiega un dipendente - hanno preso l’unica banconota che era in vista, sulla mia scrivania».
In un cassetto c’era un migliaio di euro, ma non l’hanno trovato. E così si sono dati alla fuga, prima dell’arrivo della vigilanza.

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La mattina di sabato 14 novembre i responsabili dell’azienda, guidati dall’amministratore delegato Paola Beduini, hanno effettuato un primo sopralluogo, insieme ai carabinieri, che conducono le indagini: «Un inventario più preciso - spiegano - sarà fatto nella giornata di lunedì, quando rientreranno tutti i dipendenti. E guarderemo anche il filmato ripreso dal sistema di videosorveglianza. Al momento non sappiamo quanti erano».
Subito dopo c’è stato un altro colpo (forse della stessa banda), a poche centinaia di metri di distanza. Stavolta alla Gls Corriere Espresso di via Primo Maggio.

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I ladri hanno fatto irruzione dal retro e anche in questo caso si sono diretti verso gli uffici, a caccia della cassaforte, spaccando altre porte interne. L’hanno trovata e, utilizzando un flessibile, l’hanno sventrata.
Ma il loro piano è comunque fallito miseramente. Perché era vuota: i soldi erano già stati portati via dagli addetti della vigilanza. Anche in questo caso è stata divelta la centralina dell’impianto di allarme, che comunque è scattato, con la sala operativa che ha inviato una pattuglia sul posto.

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Ma quando l’agente della Lince è arrivato nella zona industriale del Terrafino, i ladri erano già fuggiti (a mani vuote). Anche questo colpo è stato ripreso dalle telecamere e i filmati saranno consegnati nelle prossime ore alle forze dell’ordine, che potranno confrontarli con quelli della Lape, per capire se si tratta della stessa banda e se i ladri hanno agito - come spesso avviene - a volto coperto e a bordo di mezzi rubati o se invece hanno commesso anche il minimo passo falso, che potrebbe risultare fondamentale ai fini delle indagini.

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