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Sui profughi è scontro associazione-sindaco «Pronti ad ospitarne 18»

Sui profughi è scontro associazione-sindaco «Pronti ad ospitarne 18»

La coordinatrice apre le porte della struttura di Certaldo e replica a Cucini che non sapeva dell’arrivo dei migranti

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CERTALDO. Non si è fatta attendere la risposta dell'associazione 'Differenze culturali e non violenza onlus' in merito al dibattito sui migranti ospitati a Certaldo. Dopo che il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, aveva palesato alcuni dubbi sulla struttura dove sono ospitati e sulla stessa associazione, con parole di fuoco («non siamo neanche stati avvertiti»), adesso l'associazione risponde alle istituzioni e ai cittadini per dare la sua versione rispetto a quanto accaduto.

L'associazione è presieduta da don Andrea Bigalli, referente toscano di Libera e vede come coordinatrice di questo progetto di accoglienza la certaldese Maria Assunta Lucii. L'associazione infatti muove i primi passi della sua vita nel lontano 1995 proprio a Certaldo, si arricchisce di progetti nel corso degli anni e nel 2008 diventa onlus gettando le sue basi operative a Firenze.

L'idea di portare a Certaldo migranti è cominciata a circolare nell'associazione a settembre, a seguito dell'appello di Papa Francesco e dall'immagine struggente del corpo senza vita di un bambino lungo una spiaggia. In via Silvio Pellico in un villino a due piani sono ospitati 7 profughi che potranno salire a 18 nelle prossime settimane qualora la Prefettura lo ritenesse opportuno. Un villino che si presenta come ben accogliente con bagni, cucina, sala pranzo, due terrazzini per godere di una ottima vista e un piccolo giardino a pochi passi. L’edificio, di proprietà di un privato, è stata ristrutturata, e si trova a pochi passi da piazza della Libertà, dove ci sono le scuole elementari e medie.

I profughi si stanno gradualmente inserendo nella comunità certaldese, si trovano spesso all'esterno dei locali, dediti a capire da vicino la loro nuova casa e a salutare i cittadini. Una attesa che li vedrà presto partecipi di progetti grazie a una equipe interdisciplinare (docenti, psicologi, mediatori e volontari): insegnamento della lingua italiana, alfabetizzazione digitale, supporto nell'iter burocratico. Un progetto che prende il nome di Aurora - Casa Bianca, proprio come quel colore che ospita i profughi. «All'arrivo dei migranti - racconta Maria Assunta Lucii - abbiamo chiamato le forze dell'ordine perché uno di loro non voleva scendere dal bus, sognava la campagna come alloggio. Dopo qualche giorno di difficoltà ha cambiato atteggiamento e si è dimostrato più disponibile». Un villino che «è aperto a tutti e pronto ad accogliere tutti i cittadini che vorranno vedere da vicino questa realtà. Siamo stupiti ed esterrefatti della reazione del sindaco» conclude Lucii.

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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