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Fucecchio fa i conti con i fantasmi ogni anno “spariscono” 150 persone
Le cancellazioni anagrafiche riguardano principalmente i cinesi che lasciano residenza o attività da un giorno all’altro senza alcuna comunicazione, neanche ai proprietari degli immobili
FUCECCHIO. Ogni anno – a Fucecchio – circa 150 persone “spariscono”, almeno per quanto riguarda l’ufficio anagrafe. Nel 2014 ben 141 persone hanno subito il procedimento di cancellazione anagrafica per irreperibilità, perché in seguito ai controlli – svolti dalla polizia municipale su disposizione dell’anagrafe – non sono state trovate nel luogo di residenza che avevano comunicato agli uffici comunali.
E nel 2014 – di questi 141 individui – 129 arrivavano dalla Cina, pari al 91,5 % del totale. Gli altri – ma si parla di cifre irrisorie a confronto – provengono dalle Filippine, Georgia, Guinea, Marocco e Romania, oltre ad un gruppetto di sei italiani.
Nel 2015, coi dati che arrivano al 4 novembre, siamo a cento cancellazioni, di cui 89 relative a cittadini cinesi; un dato, insomma, che si riconferma e spiega quanto spesso questa comunità (che è la più cospicua a Fucecchio) non si integri e che non abbia sempre intenzione di mettere radici sul territorio, almeno per quanto riguarda le prime generazioni, quelle dei padri.
Si tratta di persone che si muovono in base ai flussi di denaro e alle commesse lavorative, per poi tornare nel luogo d’origine o dirigersi verso altri lidi, produttivamente più floridi in quel determinato frangente. Ma come si arriva a queste cancellazioni? Spesso succede che queste persone vivano in affitto e che il padrone dell’immobile comunichi all’ufficio anagrafe l’irreperibilità di taluni soggetti; da lì l’ufficio fa scattare l’intervento della municipale, che attraverso una procedura apposita e dopo i dovuti controlli di legge, determina o meno la presenza delle persone all’interno dell’immobile nel quale avevano preso la residenza.
Non si tratta – è bene precisarlo – di cittadini irregolari, perché in tal caso non avrebbero ottenuto nemmeno la residenza stessa. Il fenomeno non colpisce un’area piuttosto che un’altra e soprattutto non è riconducibile soltanto all’area ex Saffa, da anni diventata la Chinatown fucecchiese, in attesa che i lavori di riqualificazione la trasformino in un villaggio all’avanguardia (dovranno comunque passare almeno dieci anni).
La comunità cinese a Fucecchio raggiunge il 45% del totale degli stranieri: si parla di 2031 persone, su un dato complessivo di 4337. Dal 2000 al 2014 i cinesi sul territorio sono più che sestuplicati, con una prevalenza di maschi (1040) sulle femmine (931), raggiungendo una percentuale pari all’otto per cento della popolazione complessiva, che si è attestata a dicembre 2014 sulle 23732 unità. I cinesi registrati hanno un’età media di 29 anni, molto inferiore ai 47 anni degli italiani mentre gli stranieri in toto sono il 18,4% della popolazione residente. Da anni si parla del difficile rapporto fra la comunità cinese e il resto della popolazione fucecchiese (comprese anche le altre etnie) perché – nonostante ci siano più di 2000 persone – soltanto una minoranza si è integrata o sta tentando di farlo.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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