Il Tirreno

Empoli

pieve a ripoli

Banda colpisce la Conad, in cinque rubano telefoni e tablet

Francesco Turchi
La vetrina spaccata dai ladri nel supermercato Conad (Foto Agenzia Carlo Sestini)
◗
La vetrina spaccata dai ladri nel supermercato Conad (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Furto nella notte al supermercato di Cerreto Guidi, i malviventi non sono riusciti ad aprire la cassaforte

3 MINUTI DI LETTURA





CERRETO GUIDI. Secondo il prefetto «non c’è un allarme furti nell’Empolese Valdelsa». Anzi, sono in diminuzione. Questo dicono le statistiche (che comunque al di là del dato generale fanno registrare anche un +7% di colpi nelle case e un +13% negli esercizi commerciali). Ma intanto i ladri, ogni giorno (e ogni notte), continuano a colpire. Con violenza, seminando danni, anche per poche centinaia di euro. Nelle case, come nelle ditte e nei centri commerciali. E la percezione della sicurezza crolla. Stavolta a farne le spese è il supermercato Conad sulla strada provinciale Pisana a Pieve a Ripoli, nel comune di Cerreto Guidi, a due passi da Fucecchio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12358196:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12358196:1652023078/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Le telecamere del circuito di videosorveglianza hanno ripreso tutto, ma le immagini serviranno a ben poco. Perché i cinque malviventi sono entrati in azione con il volto coperto da un passamontagna.
Sono le ore 23.30, quando la banda arriva nel parcheggio del centro commerciale da una strada di campagna, dove probabilmente resta parcheggiato il loro mezzo, in una zona buia. Scavalcano un muro, percorrono alcune decine di metri a piedi. Due restano all’esterno, a controllare la situazione. Gli altri tre - armati di piede di porco e mazze - tentano il colpo. Forzano la porta d’ingresso, facendo scattare l’allarme. Sanno di avere pochissimi minuti a disposizione, ma provano comunque a forzare la cassaforte. Che però non ne vuol sapere di aprirsi.

LEGGI ANCHE: TUTTI GLI ARTICOLI SUI FURTI

Allora cambiano l’obiettivo. Sfondano la vetrina che si trova a due passi dalle casse. E la ripuliscono completamente. Ma il bottino è magro: chiavette usb, telefonini e qualche tablet. Il tutto nell’arco di quattro-cinque minuti. E poi fuggono prima dell’arrivo dell’agente dell’istituto di vigilanza Lince. Scappano a piedi, dalla solita strada sterrata sul retro da dove erano arrivati.
Nel frattempo arrivano anche i carabinieri, che effettuano i rilievi e acquisiscono le immagini della videosorveglianza, a caccia del minimo dettaglio, di un qualsiasi elemento utile ai fini delle indagini.
Dalla fisionomia dei cinque banditi e di uno in particolare, potrebbe trattarsi degli stessi ladri che sono già entrati in azione altre volte in queste settimane nel circondario, anche nel negozio Maxismall Sport discount (preso di mira a ripetizione nelgli ultimi mesi) di via Giuntini a Empoli. Ma al momento si tratta soltanto di supposizioni. Le immagini saranno comunque confrontate anche con quelle riprese in occasione di altri colpi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12358214:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12358214:1652023078/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E comunque al momento non ci sono identikit, perché i malviventi ormai agiscono sempre a volto coperto e questo rende decisamente arduo il compito delle forze dell’ordine.
E intanto gli addetti del supermercato sono nuovamente alle prese con la conta dei danni, per l’ennesima volta. Nel maggio scorso in tre avevano rubato telefoni e tablet per migliaia di euro.
 

A febbraio invece il supermercato aveva ricevuto la visita del bandito solitario che per mesi ha terrorizzato le cassiere del circondario: armato di pistola, aveva minacciato i dipendenti, facendosi consegnare quattromila euro. In otto mesi, due furti e una rapina: altro che “zona tranquilla”.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera