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Dona il rene al compagno nel giorno del suo compleanno
Gesto d'amore a sorpresa di una certaldese, Antonella Chiarantini, che si è operata a Siena per evitare la dialisi a Cesare Agostini con gravi problemi di salute da quattro anni
CERTALDO. Un regalo, nel giorno del suo compleanno, che testimonia l'amore puro, elevato alla massima potenza: una donna ha donato un rene al suo compagno in dialisi nel giorno in cui quest’ultimo ha compiuto 56 anni. Una possibilità questa, tra l’altro, più unica che rara perché in genere le donazioni avvengono tra fratelli o con i genitori. Questa grande e bella storia arriva da Certaldo e vede protagonisti Cesare Agostini e la sua compagna Antonella Chiarantini, 49 anni. Il 21 settembre, giorno del suo compleanno, Cesare è stato operato all’ospedale Le Scotte di Siena per l’impianto dell’organo. Adesso servirà del tempo a Cesare per tornare in piena forma ma il suo sogno di condurre una vita in ottime condizioni salute è a un passo. Tutto è cominciato nel 2011 quando per Cesare Agostini, con una vita passata nei locali facendo il buttafuori, è cominciato l'incubo della dialisi per problemi ai reni. Controlli, analisi ed esami.
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Ecco come è stata la vita di Cesare che si sentiva precipitato in un burrone, senza nemmeno riuscire a lavorare come prima. Al suo fianco l’unica solidità, la compagna Antonella che nel frattempo si è data da fare per cercare di risolvere la situazione. «Ci voleva un trapianto per porre fine a queste cure - spiega Cesare - ma i tempi sarebbero stati lunghissimi, così io mi sono abituato all'idea di convivere con la dialisi». Ma Antonella non si è persa d'animo, voleva dare una gioia e far sorridere il suo fidanzato. Ha deciso quindi di fare alcuni esami, capire se vi fosse stata la possibilità di poter donare lei stessa un rene per aiutare l'uomo della sua vita. I primi dati sono stati incoraggianti, il rene sembrava essere compatibile con quello del suo compagno.
Sono cominciate allora tutte le procedure per definire e accelerare la donazione che sarebbe dovuta però avvenire in un giorno speciale, il giorno del compleanno di Cesare, il 21 settembre. Tutto è andato secondo i programmi, le Scotte di Siena rappresentano una eccellenza a livello italiano e la coppia ha ritenuto fosse la sede giusta per organizzare questo straordinario gesto. Alcuni giorni prima della donazione del rene, Antonella ha avvisato Cesare della sua decisione: «Sono rimasto senza parole e ho versato lacrime di gioia» confessa l'uomo. Di lì a poco avrebbe avuto quel rene che poteva mettere fine a questo calvario. Una operazione durata 4 ore grazie al lavoro dell'equipe del professor Mario Carmellini, coadiuvato dal chirurgo Andrea Collini, specializzati da anni in trapianti alle Scotte di Siena. E infine la gioia per l’atto di amore e la tranquillità ritrovata.
Grande appassionato di pesca e caccia, Cesare ha gestito anche il lago Il Gabbiano a Montespertoli ed è un grande tifoso della Fiorentina. Suo cugino è Luca Banti, uno degli arbitri più importanti del panorama nazionale ed internazionale. Adesso a Certaldo lo aspettano tutti al Barrino per tornare a parlare di calcio e sorridere tutti insieme: «Ci vorrà ancora un po' di tempo, sto prendendo molte medicine, non posso fare molti sforzi e ho qualche dolore ma tornerò quello di sempre» ha concluso Cesare.
La storia di Cesare ed Antonella ha fatto il giro di tutto il paese di Certaldo. Cesare è molto conosciuto in paese, soprattutto al Barrino dove trascorre buona parte della sua giornata. La sua vicenda è stata presa in carico da parte della Misericordia (nella foto) che si è occupata del trasporto dell'uomo all'ospedale Le Scotte di Siena. Un episodio che ha emozionato un po' tutti, anche i volontari che si sono trovati in questa storia come Alberto Calattini, autista di quell'ambulanza che ha portato Cesare a Siena.
Il governatore Alessandro Trapani non riesce a trattenere l'emozione: «La nostra filosofia è quella di assistere e stare vicini a persone che affrontano difficoltà di salute ed economiche. Questa è una storia che è venuta alla luce ma ce ne sono tante altre dove siamo coinvolti che hanno un lieto fine e che magari la comunità non conosce».
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