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L’Unione all’ex ospedale e con nuove funzioni
Via al rilancio dell’ente: saranno acquistati mille metri nell’antico complesso A breve si parte con la gestione associata del personale e dell’informatica
EMPOLI. Gli scenari amministrativi non sono ancora chiari: tra la Città metropolitana che deve capire cosa fare esattamente e la Regione che sta acquisendo parte delle competenze della ex Provincia di Firenze con relativi dipendenti, in questi ultimi mesi si è avuta l’impressione che l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa rimanesse ancora più nascosta del solito. Dopo aver acquisito polizia municipale, protezione civile e sociale e relative difficoltà, sembrava che il processo associativo si fosse fermato. Con la complicità anche dell’indomito campanilismo e della riottosità di alcuni primi cittadini a delegare parti della loro sovranità.
Ma si può dire che sotto la cenere il fuoco covava. E alcuni amministratori, in maniera silenziosa ma efficace, hanno lavorato per il rilancio dell’ente e per dargli effettivamente gambe e braccia in grado davvero di generare risparmi e servizi.
I prossimi mesi saranno davvero del “va o la spacca”. Intanto l’Unione, che a differenza dei Comuni non deve rispettare il patto di stabilità, si è assicurata una sede. Dopo aver ricontrattato l’affitto per la sede attuale, in piazza della Vittoria, per cui dal settembre 2014 all’agosto 2016 non si pagherà più 144mila euro ma 78.000 euro l’anno, nei prossimi mesi sarà perfezionato l’acquisto di un piano, circa mille metri quadrati, del complesso in via Paladini, l’ex ospedale San Giuseppe di proprietà dell’amministrazione comunale di Empoli. Uno spazio che dovrà essere in parte ristrutturato. E dove poi dovrebbe trasferirsi anche il Comune di Empoli.
Dopo la “casa”assicurata si passa alle braccia: nelle prossime settimane verrà assunto un responsabile del personale in maniera tale da organizzare al più presto la gestione associata di tutti i dipendenti delle amministrazioni comunali. E, parallelamente, verrà unita anche la gestione informatica in maniera tale da non dover acquistare più programmi doppione nelle singole realtà territoriali. Vale a dire che l’Unione sarà in grado di fornire servizi ai Comuni facendoli risparmiare in soldi e personale.
E poi ancora: a breve saranno presentati i regolamenti unici per l’agricoltura e per gli aspetti igienico-sanitari.
Ancora non si sa quante persone andranno a lavorare nei nuovi uffici di via Paladini perché l’Unione sta trattando con la Regione per poter gestire sul territorio alcune funzioni. In pratica l’Unione vorrebbe gestire l’ambiente, l’agricoltura e la formazione. Per esempio. E forse anche altri settori se la Regione concederà le forze sufficienti.
Dunque tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 dovrebbe esserci la svolta, la ripartenza di un ente che è nato a freddo. Senza entusiasmi e sostanzialmente per accedere alle risorse economiche.
Il 2016, però, non sarà l’anno in cui si pianta sede, personale e competenze ma anche quello in cui i sindaci dovranno decidere cosa fare da grandi. E cioè capire se i Comuni dovranno continuare a integrarsi per quanto riguarda scuole e strade, per esempio. Questo sarebbe un esempio concreto di Unione. Più realistico nell’immediato del modello Comune unico che ha tempi molto più lunghi.
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