Il presidio
Rinasce l’azienda devastata
Dopo i danni dell’uragano, alla Antonio Lupi inaugurato il nuovo showroom
CERRETO GUIDI. A tredici mesi dal disastro del 19 settembre 2014 l'azienda simbolo di quei giorni - e che ospitò anche il campo base dei soccorsi - può finalmente dire di essere rinata: l'Antonio Lupi, infatti, ha appena inaugurato uno showroom di 2300 metri quadrati, in uno spazio che fu gravemente danneggiato da vento, pioggia e grandine; un investimento che si aggira tra i due e i tre milioni di euro, reso possibile grazie alle risorse messe in campo dai fratelli Lupi (Nello, Andrea, Patrizia e Sergio). All'inaugurazione dello spazio espositivo erano presenti anche il sindaco di Cerreto Guidi Simona Rossetti, il parroco don Donato Agostinelli e tanti dei circa ottanta dipendenti dell'azienda leader nella realizzazione di arredamenti e accessori da bagno; oltre a loro alcuni dei partner dell'Antonio Lupi.
A fare gli onori di casa è stato Andrea Lupi: «Ringrazio tutti voi, se siamo qua è grazie soltanto al lavoro della mia famiglia e dei nostri dipendenti: ci siamo sentiti soli, ad un anno di distanza la ferita è rimasta, sebbene la fabbrica sia come prima, anzi meglio. Se ogni ci arrivasse un qualsiasi tipo di aiuto ci meraviglieremmo». Lupi si riferisce soprattutto alla scarsa partecipazione della popolazione nelle iniziative di solidarietà da lui organizzate, come l'asta di beneficenza con la bici del Papa il cui ricavato sarebbe andato a due associazioni di volontariato (la Pubblica Assistenza di Fucecchio - Stabbia e la Misericordia di Cerreto Guidi). La bici è ancora nell'ufficio di Lupi e ad oggi da parte sua la voglia di riprovarci si è molto affievolita:«Oggi è il giorno della nostra rinascita, da un problema abbiamo creato una risorsa: già all'inizio sapevamo che avremmo dovuto fare tutto da soli. Noi c'avevamo provato creando un comitato, nel quale hanno creduto poco le stesse aziende che avevano aderito:ora come ora sono felice per quello che abbiamo creato, il resto a questo punto è un problema degli altri». La stessa "Papa bike" potrebbe essere sistemata nel nuovo showroom, nel quale lo spazio certo non manca. L'atmosfera è notevolmente cambiata da quel 19 settembre 2014: i sorrisi hanno sostituito la tensione e la paura, nel piazzale dove stavano mezzi dei soccorritori oggi parcheggiano solo proprietari, dipendenti, clienti e fornitori. L'azienda basa gran parte del suo fatturato sul mercato estero, col 60% che arriva dall'export. (m.s.)
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