Il presidio
Momino e la maestra Olga riscoperti da due certaldesi
CERTALDO. Due certaldesi, Andrea Spini e Marco Capecchi, sono andati a rispolverare un libro scritto da una maestra certaldese , Olga Pertici, e lo hanno ristampato. Si tratta di “Le storie di...
CERTALDO. Due certaldesi, Andrea Spini e Marco Capecchi, sono andati a rispolverare un libro scritto da una maestra certaldese , Olga Pertici, e lo hanno ristampato. Si tratta di “Le storie di Momino”(Felici edizioni) che fu pubblicato nel 1950 come regalo che la maestra distribuì ai parenti. Un’operazione che ha dato il via a una collana, Il pungitopo, con una direzione scientifica, lo stesso Andrea Spini (professore di sociologia all’Università di Firenze) e Flavia Bacchetti (sempre dell’università di Firenze), e con un comitato scientifico. Un lavoro che servirà a riproporre «testi di autori del passato che ancora oggi sono d’attualità in quanto per il loro linguaggio e per le loro tematiche appaiono ormai dei classici di letteratura per l’infanzia».
Come ha scritto nell’introduzione Spini «Momino non è un Harry Potter, non possiede I pad I pod, né cellulare, nè tablet. L’unico mezzo di comunicazione che usa è la sua voce e la sua scuola è data dall’esperienza del suo vagabondare, libero e felice, tra campi, piazze e mercati».
I ragazzi con i quali Momino gioca sono persone realmente esistite e nate intorno al 1945. E attraverso questo personaggio, come scrive Capecchi, «Olga non ha nessuna verità che gli permetta di giudicare il mondo». «Donna che vivrà sempre tenendo assieme il dovere del curare, del sostenere, del lavorare duro e il sogno di una vita diversa basata su relazione innocenti, sincere e intelligenti - continua Capecchi - Olga ha una visione tenera e creativa della vita dove i conflitti sono semplici infrazioni di un sistema sociale basato su valori condivisi come lavoro e uguaglianza». «Momino - aggiunge Spini - non aspirava ad altro che a un mondo in cui il buongiorno vuol dire solamente buongiorno». E, in un momento in cui un preside a Empoli ha sentito la necessità di diramare una circolare in cui invita gli studenti a dare il buongiorno perché il saluto non esiste più, la pubblicazione di questo libro non poteva essere più adeguata.
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