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La richiesta di eutanasia divide medici e lettori
EMPOLI. La lettera che Tiziano Tamburini, il reduce di guerra che a 99 anni lancia un appello chiedendo l’eutanasia, pubblicata ieri dal Tirreno, ha scatenato diverse prese di posizioni, soprattutto...
EMPOLI. La lettera che Tiziano Tamburini, il reduce di guerra che a 99 anni lancia un appello chiedendo l’eutanasia, pubblicata ieri dal Tirreno, ha scatenato diverse prese di posizioni, soprattutto sui social network e sulle pagine web del giornale. Tamburini, nella sua lettera, dice che rifiuta «l’idea di non essere autosufficiente e di dover pesare sugli altri: voglio poter scegliere se vivere o no». Un tema, questo assai dibattuto. Molti degli interventi dei lettori i sintonia con la richiesta del novantanovenne reduce di guerra. Eva Bianconi, insegnante e dirigente scolastica, si rivolge a lui direttamente, dicendogli: « Si goda la sua stupenda veneranda età e pensi che è ancora il tempo di raggiungere una meta che non è la morte. Lei ha tante cose da raccontare ai nostri ragazzi, faccia un giro nelle scuole ed insegni cosa vuol dire coraggio, cosa vuol dire guerra e cosa vuol dire sofferenza. Poi, quando starà davvero male ripensi all'eutanasia».
C’è chi scomoda l’etica e la religione. Tiziana Mastrovilli scrive: «Diritti diritti e diritti... e basta con tutti questi diritti! Sulla nostra vita non abbiamo alcun diritto».
Sulla questione, l’Asl 11, l’azienda sanitaria locale ha un Comitato etico. «Che discute di questo tema e di altri assai dibattuti, come il testamento biologico – spiega Enrico Roccato, medico ed ex direttore amministrativo dell’Asl – C’è un grande dibattito, nel mondo medico, anche perché la percezione professionale è diversa da quella dettata dalle questioni ideologiche».
Ma pur sempre un tema spinoso e che divide.«Un tema tabù – sottolinea Roccato – oltre alle discussioni del Comitato etico esistono documenti, prese di posizioni. Ma nessuno si è mai spinto oltre la legge».
In Italia l’eutanasia non si può praticare. Non lo consente la legge. «Anche se in forma trasversale, negata ma praticata, si fa», sottolinea un medico. SPiega ancora Roccato: «La scienza ci porta a capire che si può vibere fino a 120 anni? È fantasioso ma doloroso, per chi deve vivere in queste condizioni. Molti medici la pensanocosì ma non hanno margini per intervenire. Oggi sappiamo che esistono mezzi di tipo farmacologico che preparano al trapasso senza dolori. Ma da noi non si possono utilizzare. Così chi ha i soldi, se ne va, ad esempio in Svizzera».
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