Italia
Ultimatum della Cgil all’azienda
Fabozzi: «Pronti a nuovi scioperi se non ci chiama entro 7 giorni»
EMPOLI. Mantenere le condizioni di lavoro che hanno avuto fino ad adesso o perlomeno trovare un punto d’incontro con la loro azienda. Per questo motivo ieri mattina si è svolto un presidio dei dipendenti davanti alla sede della Coinservice, azienda specializzata nel conteggio, confezionamento e deposito monete che si trova in via Volontari della Libertà al Terrafino.
Una quindicina i lavoratori, iscritti alla Cgil che hanno scioperato e si sono ritrovati di fronte ai cancelli con bandiere per palesare il loro dissenso ai provvedimenti che l’azienda si prepara a mettere in atto. La Coinservice infatti ha deciso di tagliare ai propri dipendenti un premio annuo che si aggira intorno ai 1.000-1.500 euro accordato in passato dall’azienda e liquidato in due tranche denominate quindicesima e sedicesima.
Un'altra questione riguarda le disciplinari inviate dalla proprietà al sindacato e ai propri iscritti oltre alle problematiche riguardanti i turni, decisi senza nessuna concertazione seconda la Rsa istituita dal sindacato all’interno dell’azienda. «Con l’azienda abbiamo parlato – spiega Massiliano Fabozzi della Filcams Cgil – ma hanno voluto esclusivamente dettare loro le regole. Noi chiediamo che sia disciplinata tramite accordi l’assegnazione dei nuovi turni di lavoro e che lo stesso venga fatto con i premi di produzione precedentemente rimossi». Alcune decine di lavoratori non hanno invece aderito allo sciopero formalizzando la loro decisione con una lettera. «Rispettiamo le scelte di tutti - continua Fabozzi – ma bisogna cercare di non alimentare tensioni tra i lavoratori. Siamo pronti a confrontarci con i vertici, aspettiamo una loro telefonata per un incontro che possa risolvere la situazione. Vogliamo che l’azienda ci contatti, aspetteremo un'altra settimana. Se non si muoverà niente siamo pronti a indire nuovi scioperi, e anche a farci sentire. Ci rivolgeremo alle istituzioni, al sindaco innanzitutto e poi anche alla Città Metropolitana».
Alessandro Marmugi
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