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Si salvò dalla Russia e dalle bombe

Si salvò dalla Russia e dalle bombe

Tiziano Tamburini ha passato più di sei anni sul fronte di guerra. E Il Tirreno aveva accontato i suoi ricordi. Quelli che gli sono rimasti più impressi sono legati al periodo trascorso in Russia. Da...

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Tiziano Tamburini ha passato più di sei anni sul fronte di guerra. E Il Tirreno aveva accontato i suoi ricordi. Quelli che gli sono rimasti più impressi sono legati al periodo trascorso in Russia. Da dove riuscì a salvarsi dopo aver vagato per settimane nella steppa, d’inverno, una volta che l’esercito italiano venne sconfitto.Tamburini fu assegnato alla divisione Torino e, appena arrivato, portato al caposaldo "X", il più avanzato del fronte italiano in Russia.

Era l'aprile del 1942, e come ha raccontato, «c'erano gli aerei russi che sfrecciando a bassissima quota scaricavano su di noi le mitraglie di bordo, causando morti e feriti».

E poi ancora era impegnato «nell'attività di pattuglia, che ogni notte dovevano fare nella cosiddetta "terra di nessuno». Gli scontri a fuoco non erano rari, e fu proprio in uno di questi che Tamburini venne colpito da una pallottola nemica alla coscia della gamba destra. Poi, verso la metà di dicembre, i russi attraversarono il Don scatenarono una tremenda offensiva. «Alcune delle nostre divisioni - ha raccontato ancora Tiziano Tamburini - furono quasi completamente annientate. I russi, aperto questo grosso varco, iniziarono la manovra di accerchiamento, al fine di chiudere nella sacca tutte altre divisioni, compresa la Torino». E qui vide per giorni i suoi compagni cadere sotto il fuoco del nemico.

Tamburini, una volta tornato in Italia, riuscì quasi miracolosamente a salvarsi dal bombardamento che gli americani fecero a Empoli, il 26 dicembre 1943. Era domenica, all’ora di pranzo, e suo padre morì perché la loro casa venne colpita. Fortunatamente Tiziano fece tardi perché, dopo la messa, accompagnò a Spicchio due ragazze. (p.s.)

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