Il presidio
Trionfa un cortometraggio sloveno
Sabato in teatro la consegna del premio Copeam-Città di Vinci
VINCI. Il Teatro di Vinci ospiterà per la prima volta il Premio “Copeam - Città di Vinci” nell’abito della quarta edizione del progetto Inter-Rives. Nato dalla collaborazione tra televisioni pubbliche europee ed arabe, Inter-Rives, approderà quest’anno al Teatro di Vinci sabato quando verrà consegnato il premio in palio (di 1.500 euro) ai produttori sloveni che hanno realizzato il corto vincente. Il progetto, realizzato da Copeam (Conferenza permanente dell’audiovisivo Mediterraneo) si basa sulla realizzazione di 13 cortometraggi realizzati da un’emittente televisiva pubblica, situata nei vari Paesi che aderiscono a Copeam. Il tema di quest’anno era quello dello “Sport senza frontiere”, realizzato dalle varie realtà televisive secondo le tradizioni delle proprie culture passando attraverso storie straordinarie di personaggi incredibili.
I vincitori di questa quarta edizione, i registi della Tv slovena Rtvslo Peter Leban e Tommaso Manià, saranno premiati sul palco vinciano sabato alle ore 11; durante la giornata sarà possibile guardare sia il documentario vincitore “Nel nome del Padre” che il documentario realizzato da Luca Rosini per la Rai intitolato “Un solo respiro”. «Grazie a Copeam siamo riusciti ad insignire il primo premio Città di Vinci e ne siamo assolutamente orgogliosi - ha ricordato il sindaco Giuseppe Torchia -. Ospitare un così importante concorso ci rende felici e mette Vinci in un’ottica e dimensione più internazionale. Spero che per noi sia il primo di una lunga serie di collaborazioni».
«Il progetto di Inter-Rives è molto importante e composito - ha aggiunto Pier Luigi Malesani, segretario generale Copeam - ogni Paese produce un cortometraggio e assume automaticamente anche i diritti di tutti gli altri cortometraggi proprio perché il prodotto finale si configura come un unico lavoro e progetto che riesce a mettere in risalto le diversità culturali dei vari paesi partecipanti e a dare ogni volta spunti di riflessione sempre nuovi».
Chiara Capezzuoli
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