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Presidio alla Coinservice ma una parte di addetti si dissocia dalla protesta

EMPOLI. Oggi, davanti alle sede di via Volontari della Libertà a Terrafino, si terrà un presidio dei dipendenti della Coinservice, azienda specializzata nel campo del conteggio, confezionamento,...

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EMPOLI. Oggi, davanti alle sede di via Volontari della Libertà a Terrafino, si terrà un presidio dei dipendenti della Coinservice, azienda specializzata nel campo del conteggio, confezionamento, deposito e trasporto monete. La Cgil ha convocato per oggi uno sciopero di otto ore. La mobilitazione è legata a tre motivazioni principali. La prima riguarda il taglio di un premio annuo di circa 1.000-1.500 euro, accordato in passato dall’azienda ai propri lavoratori e liquidato in due tranche denominate “quindicesima” e “sedicesima”. Si tratta di un riconoscimento per il lavoro svolto dai dipendenti, che però la proprietà nelle scorse settimane ha comunicato che toglierà. Il secondo punto all’ordine del giorno riguarda la suddivisione dei turni. Il sindacato, che da alcuni mesi ha istituito una Rsa all’interno dell’azienda, denuncia il fatto che i turni siano stati decisi senza nessuna concertazione. Infine, a scatenare la mobilitazione c’è anche la questione delle disciplinari inviate dalla proprietà al sindacato e ai propri iscritti. Una situazione questa che, secondo i delegati, sta creando un clima di tensione all’interno dello stabilimento. A testimoniare tale clima c’è la presa di posizione - contro lo sciopero - formalizzata con una lettera firmata da alcune decine di dipendenti del gruppo, che ha altre sedi dentro e fuori regione. «Non risultano diminuzione di stipendio – si legge nella nota – risulta esserci stata una diminuzione delle ore di straordinario in quanto negli ultimi due anni è stato assunto personale in più per garantire un normale orario di lavoro. Si precisa che il premio di produzione non era una retribuzione che copriva gli straordinari, già retribuiti in busta paga, ma un premio per il lavoro svolto nell’anno». «Il malcontento è nato in seguito alla movimentazione di una minoranza dei dipendenti della filiale di Empoli – prosegue la lettera – 10% circa sulla totalità nazionale, i quali stanno agendo senza informare i colleghi iscritti e non iscritti al sindacato. La maggioranza dei dipendenti si dissocia dall’atteggiamento assunto da alcuni colleghi rappresentati da Filcams Cgil». (m.p.)

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